ANNA GIORGI
Cronaca

Morto dopo aver tentato di entrare a Sky: chi è il 34enne respinto dai vigilantes e come si svolgeranno le indagini

La Procura di Milano ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, iscrivendo le due guardie sul registro degli indagati. Nelle prossime ore saranno ascoltati dagli investigatori

La sede milanese di Sky a Rogoredo

La sede milanese di Sky a Rogoredo

Milano, 20 agosto 2023 – Sono passati pochi minuti dopo la mezzanotte di sabato. Siamo in via Russolo, a Rogoredo Santa Giulia, fuori dalla sede di Sky Italia, quando un uomo viene soccorso in arresto cardiaco: morirà poco dopo al San Raffaele. Lo riprendono le telecamere dell’ingresso: è molto agitato, urla, si toglie la maglietta, si dirige verso i due vigilantes che sostano davanti alla porta di accesso della grande hall del polo tv, vuole entrare, insiste, urla. È visibilmente alterato dall’alcol, i tossicologici confermeranno o meno l’assunzione di droga.

Chi è

Dai controlli, l’uomo ha 34 anni. E’ nato a Palermo, ma l’ultima residenza certificata è quella in cui vive attualmente la madre, in provincia di Varese. Un passato e un presente difficile, tormentato dalla droga, la polizia già lo conosce per essere un frequentatore del vicino boschetto della droga di Rogoredo, area di spaccio poco lontana dalla stazione ferroviaria dell’Alta velocità, nel quartiere milanese che aspetta l’arena dei Giochi olimpici invernali 2026.

I precedenti

Il giovane ha una lunga sfilza di precedenti: fra tutti lo stalking, i maltrattamenti in famiglia e altri reati contro la persona.

Le immagini

Ancora le immagini delle telecamere: in un frame si vede la security che lo respinge con forza e lui, con atteggiamento ancora più minaccioso e aggressivo prova di nuovo ad entrare, cerca anche di denudarsi in preda a un delirio. È a quel punto che le due guardie, cercando di contenerlo, lo accerchiano e lo stendono energicamente a terra, prono, e intanto chiamano i soccorsi.

I rinforzi

La polizia invia subito due Volanti e l’ambulanza arriva con l’automedica. Gli addetti alla sicurezza si accorgono subito che il 34enne, a terra, ha problemi respiratori e fatica anche a muoversi. Allora lo rivoltano e cominciano le prime manovre di rianimazione che continueranno, senza esito, fino all’arrivo dei medici del San Raffaele. È in arresto cardiaco, il 34enne non si riprende. I medici lo portano in ospedale d’urgenza, dove morirà passata l’una e trenta di ieri.

Nelle ore successive il pm di turno Alessandro Gobbis apre un fascicolo e iscrive i due vigilantes con l’accusa di omicidio colposo, a loro tutela, perché possano nominare un avvocato, un perito che assista all’esame autoptico, e possano difendersi.

Entrambi, nei prossimi giorni, saranno sentiti in Procura in incidente probatorio. Il pm ha disposto l’autopsia e gli esami tossicologici sul cadavere del 34enne, fondamentali per capire se l’“azione di contenimento“ e le manovre “energiche“ effettuate dalla security di Sky siano in qualche modo collegabili alla morte del giovane palermitano. È labile il confine fra “azione energica“, necessaria per contenere un giovane che si agita con tanta forza – come spiegano gli investigatori della Squadra mobile della Polizia – e una pressione sul petto che, in questo caso, risulterà mortale.

L’autopsia

Solo l’esame autoptico, nella sua relazione finale, chiarirà la vera causa della morte, se si sia trattato cioè di un malore dovuto all’eccesso di droga in un mix letale con alcol, temperature elevate e condizioni precarie pregresse dovute anche a una vita “sbandata“. Per stabilire e definire eventuali responsabilità dei due vigilantes nella morte del 34enne serve dimostrare il nesso causa-effetto, cioè contenimento e arresto cardiaco, quindi morte.

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Le indagini

Dai filmati visionati dagli agenti della Squadra mobile non sembra che le fasi precedenti alla colluttazione e all’atterramento abbiano avuto condotte particolarmente violente, tali da giustificare un arresto cardiaco. Le telecamere sequestrate dagli investigatori della polizia sono almeno una quindicina: in questo modo contano di ricostruire tutto il tragitto dell’uomo dal momento in cui è arrivato davanti alla sede di Sky fino a al momento in cui le due guardie lo hanno atterrato e uno si è posizionato su di lui per tenerlo fermo e bloccarlo a terra. Sul corpo dell’uomo non sarebbero comunque stati riscontrati segni evidenti di ferite, né perdite di sangue. Anche perché i due addetti della security non sono dotati di manganelli o altre armi. Ignoti, per il momento, i motivi che hanno portato il 34enne a cercare di accedere alla sede del polo televisivo.