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30 apr 2022

Sesto, dedicata a Michelino la manifestazione per i morti sul lavoro

L'ex bredino, scomparso il 21 aprile, è stato ricordato davanti alla lapide di via Carducci

30 apr 2022
laura lana
Cronaca
Manifestazione ex Bredini Sesto - Per redazione Milano Metropoli - 30 Aprile - foto spf/ansa
La manifestazione degli ex Bredini di Sesto
Manifestazione ex Bredini Sesto - Per redazione Milano Metropoli - 30 Aprile - foto spf/ansa
La manifestazione degli ex Bredini di Sesto

Sesto San Giovanni (Milano), 30 aprile 2022 – Il minuto di silenzio lascia presto il posto alle note dell’Internazionale, suonata dalla Banda degli ottoni. Le bandiere rosse, anche con la falce e martello, sventolano. I pugni chiusi si alzano. Dopo 25 anni, per la prima volta, alla lapide di via Carducci non c’è Michele Michelino. Lui che dal 1997, ogni ultimo sabato di aprile ha commemorato gli operai sestesi uccisi dall’amianto e le migliaia di morti sul lavoro, stavolta è stato ricordato proprio dalle associazioni di tutta Italia a cui passava il microfono. Michelino se ne è andato il 21 aprile e fino alla fine ha lottato per i diritti. “Ha contribuito a fondare il coordinamento ‘Tanta salute a tutti’ per unire tutte le realtà che si battono per una sanità pubblica e non mercificata: una battaglia che porteremo avanti in sua memoria”. “Una colonna del movimento operaio italiano”, “il protagonista di 50 anni di lotta di classe”, “uno di quei compagni indispensabili, per parafrasare Bertolt Brecht”: così è stato definito Michelino, una vita nella fabbrica, da quando a 16 anni entrò in Pirelli per poi arrivare al reparto Forgia della Breda, il più terribile, quello dove si moriva, uno dopo l’altro, soprattutto per mesotelioma pleurico. “La sua battaglia contro l’amianto è inizia in quello stabilimento, perché gli operai morivano tutti per lo stesso motivo – ha raccontato Daniela Trollio, sua compagna di vita e di lotta per 52 anni -. E a scoprirne la causa sono stati gli operai. Perché gli operai non sono solo quelli che sanno usare le mani: sono anche quelli che ragionano. Ha portato alla luce l condizione in cui quella che viene definita la manodopera era costretta a lavorare di giorno in giorno”. Ci prova Daniela a non trasformare quella di oggi, sabato 30 aprile, nella commemorazione di Michelino. “È morto Michele, ma oggi ricordiamo i morti sul lavoro. Perché questo Paese è intriso di sangue, ferite e morte. Solo nel 2021 sono stati più di 1.400 i lavoratori che hanno perso la vita e nei primi tre mesi del 2022 ci sono state altre 280 vittime. Per l’amianto, messo al bando 29 anni fa, contiamo ogni anno circa 6mila morti”.

La manifestazione di Sesto
La manifestazione di Sesto

Eppure il ricordo di Michelino riecheggia in ogni intervento, perché la sua vita diventa la storia collettiva di un movimento, quello operaio, che ha lottato contro la nocività della fabbrica, che ha dato vita di fatto alla medicina del lavoro, che si è unito al movimento studentesco del Sessantotto. Perché, come è stato ripetuto, “Michele Michelino una vita privata non l’ha avuta. La sua vita è stata al servizio di un solo obiettivo: la costruzione dell’unità della classe operaia per rovesciare il sistema capitalista barbaro”. Lo fa da giovanissimo, neanche maggiorenne, aderendo al Cup della Pirelli, un organismo autonomo dal sindacato dove erano rappresentati anche tecnici e studenti. Lo fa in Breda, “dove pure venne isolato, quando non si schierò con la posizione ufficiale del sindacato sul terrorista Walter Alasia e fu additato come brigatista per essere rimasto in fabbrica. Ma aiutando i colleghi a studiare e capire le buste paghe, ruppe questo isolamento”.

Sapeva legare, sapeva studiare. “Le inchieste sull’amianto, sulla salute nei luoghi di lavoro, sulle malattie professionali, l’esperienza fantastica di Cascina Novella: Michele lascia un’eredità straordinaria”. E la consapevolezza che la lotta paga. “Nessuno della Breda fu licenziato perché occupammo con le taniche di benzina per tre giorni il municipio e i malati di tumore furono i primi a essere assunti”, ha ricordato Daniela. “La lotta paga ancora oggi – ha fatto continuato Marco De Guio – e lo abbiamo visto noi dell’Unione Inquilini, che abbiamo avuto sempre Michele al nostro fianco, nelle battaglie, dentro e fuori il tribunale, contro la discriminazione degli stranieri dai bandi della casa del Comune”. La lotta va avanti, ha assicurato Daniela. “Il comitato per la difesa della salute nei posti di lavoro e nel territorio è il monumento alla sua vita e porteremo avanti il suo lavoro”. 

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