Renato e Marisa morti uno dopo l’altro, funerale unico per marito e moglie che hanno vissuto insieme fino all’ultimo respiro

Novate Milanese, il cuore del marito, ricoverato per uno scompenso cardiaco non ha retto alla notizia del malore che ha portato via la moglie. La figlia: "È un grande dolore, ma mi consola pensarli insieme"

Renato e Marisa morti a poche ore di distanza l'uno dall'altro a Novate Milanese

Renato e Marisa morti a poche ore di distanza l'uno dall'altro a Novate Milanese

Muore poche ore dopo avere saputo che è mancata la moglie. Una storia di amore vero e infinito che ha unito la coppia fino all’ultimo. Un grande dolore per Renata Bovara, che ieri si è trovata a dover dire addio nello stesso momento, a entrambi i genitori. La donna, novatese d’origine, era rientrata da New York, città in cui vive, per aiutare la mamma Marisa ottantacinquennne ad accudire il padre Renato, di tre anni più anziano e ricoverato all’ospedale di Niguarda a causa di uno scompenso cardiaco. Purtroppo ppoi la situazione è precipitata. Venerdì scorso la mamma di Renata, che soffriva di alcuni problemi di salute, non si è sentita bene ed è stata portata dai soccorritori all’ospedale Niguarda di Milano, dove era ricoverato anche il marito. Poco dopo la figlia è stata raggiunta dalla drammatica notizia: Marisa non ce l’ha fatta.

Domenica la decisione di comunicarlo anche al papà che, sicuramente complice la terribile notizia, dopo qualche ora è spirato a sua volta. "È un forte dolore, di colpo mi trovo orfana di entrambi i genitori – confida Renata –. Sicuramente l’amore che li ha uniti è stato con loro fino a quest’ultimo tragico epilogo".

La coppia è stata sposata per 61 lunghi anni. Renato e Marisa si erano conosciuti a Druogno, un paese in Val Vigezzo. "Lei usciva da un negozio con in mano un sacco di patate che si è rotto – racconta la figlia –. Renato passava nella via e l’ha aiutata a raccoglierle. È stato un colpo di fulmine, diventato amore. Si sono sposati e hanno messo su casa qui a Novate Milanese. A mia madre era stato anche offerto un lavoro da modella a Parigi, ma ha rinunciato per non staccarsi dalla famiglia. Mio padre invece era un rappresentante e quando tornava dai suoi viaggi in Italia per lavoro, amava rilassarsi in montagna". La coppia nei lunghi anni di convivenza ha dovuto affrontare un grande dolore: la perdita dell’unico figlio maschio, Andrea, morto di tumore a 47 anni. La tragedia risale a undici anni fa. Ironia della sorte, la prima volta che si sentì male era il 6 dicembre, proprio lo stesso giorno dei funerali dei genitori.

"Avevo un ottimo rapporto con loro – ricorda commossa Renata –, mia madre è stata fino all’ultimo tanto dolce e mio padre è sempre stato comprensivo e gentile. A vent’anni ho deciso di andare a vivere a Cambridge e loro non hanno mai tentato di ostacolarmi, mi hanno permesso di vivere la mia vita, appoggiando la mia voglia di libertà. È chiaro che avrebbero preferito stessi vicino a loro, però anche quando poi ho deciso di trasferirmi a New York mi hanno sempre sostenuta", continua Renata. Del resto Renata da quando aveva iniziato a vivere nella “grande mela“, aveva deciso di accumulare i giorni di vacanza, ferie, permessi, per tornare in Italia dai suoi genitori, passando con loro i periodi liberi dal lavoro. "Questa – spiega ancora Renata – è la vita che fanno tanti newyorkesi: la maggior parte degli abitanti persone non è originaria della città e appena può torna a casa.

E anche quando circostanze come la pandemia o il troppo lavoro ci teneva lontani, la tecnologia è sta ta d’aiuto. Grazie a Whatsapp ci sentivamo tutti i giorni, mentre il sabato e la domenica era il momento di vedersi sulla piattaforma Skype". In entrambi i casi i genitori ultra ottantenni hanno dimostrato grande dimestichezza con le nuove tecnologie. "Si, mio padre era cosi. Un po’ per orgoglio e un po’ per curiosità, voleva sempre imparare e non rimanere indietro con il mondo, apprendeva. E in questo caso aveva coinvolto la mamma, per loro era un bel momento. Come lo era quando mi accompagnavano e mi venivano a prendere in aeroporto. Per loro era un’uscita e, nonostante qualche lacrima, erano sempre contenti di vedermi felice", spiega la figlia.

A New York Renata scrive romanzi, si occupa di traduzioni e da poco tempo traduce anche i sottotitoli per i film, lei è sempre stata nel mondo della comunicazione e in Italia scriveva recensioni musicali. Adesso c’è il futuro e dovrà farsi forza per tanti aspetti. L’idea che ora i suoi genitori siano ancora insieme è una consolazione, anche se Renata non è credente. "Ieri il prete ha parlato molto di amore e dolcezza. È impossibile immaginare cosa ci sia dopo la morte. Si dice spesso che quando una persona è vicina alla morte, qualcuno arriva a “prenderla“ per farle attraversare la soglia. Nel caso di mia mamma, se cosi fosse, sicuramente sarebbe stato mio fratello, ne sono convinta, mentre mia madre avrebbe fatto lo stesso con papà, per non lasciarlo solo a soffrire senza di lei. Mi piace pensare così e che, magari non subito, si ritroveranno sotto forma di energia, sempre uniti", conclude Renata. Ieri pomeriggio in chiesa c’erano tante persone di Novate tra cui anche diversi commercianti, persone che hanno conosciuto bene i coniugi Bovara e che ricordano la loro gentilezza, cortesia e i modi d’altri tempi. Ora entrambi sono stati accompagnati al cimitero di Lambrate per il rito della cremazione.

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