Monica Vitti: scrigno di grandi insegnamenti

Monica Vitti, l'icona del cinema italiano, è scomparsa all'età di 90 anni. La sua vita e la sua carriera sono raccontate nel libro di Laura Delli Colli, che ci invita a coltivare il nostro genio femminile ispirandoci a Monica.

Parsi

Monica Vitti, ovvero Maria Luisa Ceciarelli, se ne è andata,a 90 anni, da “smemoratella” così’ come la soprannominavano da piccola perché spesso era distratta e si perdeva dietro le sue fantasie di bambina timida, educata al riserbo, alla pudicizia, alla gabbia sottile dell’essere vestita “a cipolla”, chiusa in un guscio fatto di sette sottane. Le sottane che sua madre, per proteggerla dal freddo, le faceva indossare poiché in casa, durante la guerra, non c’era il riscaldamento. Ma la cui protettiva stratificazione Monica disvelava, con birichina malizia, quando qualcuno veniva in visita a casa, sollevando il grembiulino. E Monica, nata nel 1931 - così come la descrive e la analizza Laura Delli Colli, giornalista, scrittrice, presidente dei Giornalisti cinematografici - a quella primaria impronta di ragazza cresciuta tra “settesottane” pare sia rimasta fedele. Col ristoro dell’essere golosa cosicchè, agli incontri, alle interviste che l’amica Laura Delli Colli ha trasformato in un libro, si concede ricordandole però: “Ce la fai a fermarti per portarmi un gelato?”. E quella “vaschetta di gelato al limone profumata da una piccola scorza” è, per Monica, la coccola necessaria che anticipa il costante, liberatorio, rituale del parlare con Laura. Laddove non sono i tanti indimenticabili personaggi da lei interpretati con successo, ma la capacità di trasformare, in una sorta di liberatoria terapia dell’anima, il suo percorso di vita. Così, per Monica, l’ attrice, dare corpo ai personaggi teatrali e cinematografici è stato rivisitare tutte le parti di sé. Monica è per noi un’icona ed uno scrigno di preziosi insegnamenti. Insegnamenti, testimonianze , linee guida che, grazie all’opera letteraria di Laura Delli Colli, ci stimolano a riconoscere e a coltivare il raffinato genio femminile che proprio la Vitti ha tracciato e valorizzato vivendo ed agendo creativamente come ha fatto. Perché certe donne sono irripetibili ma i loro percorsi danno anche a noi donne la possibilità di diventarlo, coltivando le nostre personali attitudini, senza costringerle nel banale gioco di un già segnato destino al femminile.

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