NICOLA PALMA
Cronaca

“Ho paura zia, aiutami”, ragazzino denuncia abusi e fa arrestare fisioterapista orco. Molestato anche il fratello maggiore

Amico di famiglia 59enne in cella, l’episodio ad agosto. L’adolescente parla ai genitori. E l’altro figlio più grande trova il coraggio di riferire le attenzioni subite fra il 2018 e il 2021

L'indagine è scattata dopo il racconto di un ragazzino al proprio padre degli abusi subìti
L'indagine è scattata dopo il racconto di un ragazzino al proprio padre degli abusi subìti

Un adolescente costretto al silenzio per anni, sotto ricatto di una persona di cui la famiglia si fidava ciecamente. E il fratellino intrappolato dallo stesso uomo con un raid da predatore, palpeggiato sul letto della cameretta dopo aver chiuso a chiave la porta. Comportamenti che hanno spinto il gip Rossana Mongiardo a parlare di "disinvoltura e spregiudicatezza" nell’ordinanza che venerdì ha mandato in carcere un cinquantanovenne residente nell’hinterland est di Milano, accusato di violenza sessuale aggravata.

L’indagine degli specialisti del Nucleo tutela donne e minori della polizia locale scatta il 31 luglio scorso: il padre di un sedicenne racconta ai vigili che suo figlio ha riferito prima alla zia ("Ho paura, aiutami") e poi a lui di essere stato aggredito dal fisioterapista amico di famiglia. "Mi è crollato il mondo addosso", dirà l’uomo ai ghisa, facendo capire di non aver mai sospettato niente. Lo stesso giorno, il minorenne, sentito in audizione protetta, conferma tutto, elencando i subdoli stratagemmi che il cinquantanovenne avrebbe utilizzato per mettergli le mani addosso, fingendo di massaggiarlo. A quel punto, il papà inizia a temere pure per il primogenito, oggi diciottenne: col tempo è diventato sempre più amico del professionista, che lo accompagna agli allenamenti in una società di calcio giovanile fuori provincia dove l’uomo svolge lo stesso lavoro. In realtà, il ragazzo non gli ha mai raccontato nulla del genere, ma il genitore lo interroga comunque.

E Carlo (nome di fantasia) trova in quel momento la forza di buttare fuori "la continua tensione e la rabbia" che lo hanno tormentato dall’età di 13 anni: conferma che anche lui è stato vittima del fisioterapista, dal 2018 al 2021, e spiega che i trattamenti al ginocchio e al polpaccio non erano che l’occasione per molestarlo e costringerlo a compiere atti sessuali contro la sua volontà. E ancora: mette a verbale il drammatico imbarazzo di quei momenti d’intimità forzata, l’incapacità di reagire, la vergogna che gli ha impedito a lungo di confidarsi con qualcuno e il timore che il suo sfogo potesse privare la famiglia di una persona che aiutava i genitori, andando a prenderlo a scuola e preparandolo atleticamente.

Le sue parole hanno trovato conferma in alcune chat, tanto che il giudice ha ravvisato la sussistenza di "gravi indizi di colpevolezza" nei confronti del cinquantanovenne. "Appare evidente – si legge nel provvedimento – che l’indagato abbia approfittato della giovane età del ragazzo e della situazione che lui stesso aveva contribuito a creare: infatti, dopo aver instaurato un rapporto di confidenza con il minore e con i suoi genitori, si offriva di aiutarlo nella gestione della scuola e degli allenamenti di calcio, con il proposito di “sgravare” i genitori da alcune incombenze quotidiane". In realtà, il fisioterapista avrebbe sfruttato "quella stessa disponibilità come “arma di ricatto” per indurre il minore ad accettare gli approcci sessuali e a non raccontare ai genitori quando accadeva quanto si trovavano da soli".

Negli atti si fa riferimento pure alla società calcistica in cui l’uomo opera stabilmente come fisioterapista: le modalità da seriale che hanno caratterizzato i presunti abusi nei confronti dei due fratelli fanno sospettare l’esistenza di altri casi risalenti a un passato più o meno recente e mai denunciati, nonostante il cinquantanovenne sia incensurato. Tradotto: l’indagine coordinata dal pm Elisa Calanducci potrebbe non essere finita.