Milano assediata dagli incivili: spazzatura gettata dai balconi e micro discariche sui marciapiedi

Il fenomeno dei rifiuti lasciati per strada coinvolge le periferie ma anche le vie dello shopping. I commercianti: bisogna aumentare i cestini

Rifiuti abbandonati dove non dovrebbero stare

Rifiuti abbandonati dove non dovrebbero stare

Milano – Rifiuti lanciati dal balcone, sacchi “vandalizzati” all’alba, micro discariche improvvisate e cestini strabordanti. Milano e i suoi problemi di degrado. L’Amsa però (che in alcune zone fa "più di tre passaggi al giorno", assicura l’azienda) qui non c’entra. Il fenomeno è causato dall’inciviltà dei cittadini. E persino dalla loro pigrizia.

Succede ad esempio in via Zamagna, zona di San Siro, nota alle cronache per le occupazioni abusive e lo spaccio fuori dai casermoni popolari. Qui capita di trovare l’immondizia domestica abbandonata sui marciapiedi e fra le auto parcheggiate. "Ci sono residenti che lanciano i sacchetti dal balcone o dalle finestre per non prendersi la briga di scendere in cortile a depositarla negli appositi contenitori. È un miracolo che qualche passante non sia ancora finito all’ospedale. Altri mollano i rifiuti ingombranti in strada, che diventa così una discarica a cielo aperto. Gli operatori puliscono regolarmente ma è una fatica sprecata: dopo un’ora la situazione ritorna ad essere uguale a prima", racconta Roberto Bianchi, un residente del quartiere.

In via degli Etruschi, al Calvairate, i sacchi di plastica depositati dai custodi degli edifici popolari vengono vandalizzati ogni mercoledì mattina. "Vengono all’alba delle bande di rom a rovistare tra i rifiuti, aprendo i sacchi col coltello. Qualche ora dopo, quando ci svegliamo, troviamo un disastro, con sporcizia ovunque, ingombro del marciapiede e forte fetore. Li abbiamo invitati a non farlo più e per tutta risposta hanno minacciato di prenderci a botte", denuncia una residente della via, Consuelo Donnarumma.

Ma il fenomeno della sporcizia riguarda anche zone meno problematiche come via Meda, dove i contenitori di strada sono strapieni per colpa di chi ci butta dentro quello che non ci dovrebbe stare, ossia l’immondizia casalinga. "Anche di fronte al mio negozio trovo cartacce, bottiglie e, quando è chiuso, c’è chi lancia i mozziconi fra la grata della saracinesca", argomenta Antonella Brega, titolare della cartoleria “L’Incantesimo".

Dal problema non sono esenti le vie più scintillanti dello shopping. In corso Buenos Aires, oltre agli imballaggi e alle cartacce gettate in strada, sui marciapiedi sono comparsi persino due carrelli del supermercato che, rovesciati su un lato, sembrano dare vita a un’installazione che fa riflettere sulla maleducazione. "Il problema dell’inciviltà esiste purtroppo dovunque, e mi rendo conto che non è facilmente risolvibile. Tuttavia a mio giudizio c’è un problema di penuria di cestini nelle zone a forte passaggio: quelli presenti si riempiono quasi subito, dovrebbero aggiungerne altri", è l’osservazione di Gabriel Meghnagi, presidente di Ascobaires, l’associazione di via dei commercianti.

Una soluzione, quella di aumentare i contenitori stradali, che piace molto a Stefania Bergaglia, titolare di “Sweet Sweet Way“ in via Torino: "Qualche cestino in più in via Torino tornerebbe utile per il decoro. Fosse per me cambierei anche il loro colore, perché il nero antracite sarà pur elegante ma ha un effetto mimetizzante, soprattutto se la vista dei cestini è coperta da pali, biciclette e monopattini fermi sul marciapiede. C’è chi entra nel negozio solo per depositare nel mio cestino lattine o carte che ha tra le mani".

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