SIMONA BALLATORE
Cronaca

Milano in tram: un viaggio tra arte e storia con Roberta Cordani

Scopri la bellezza di Milano attraverso i tram storici con Roberta Cordani, tra fotografie d'epoca e racconti affascinanti.

L’appuntamento è alla fermata del “19“, a Città Studi. La scrittrice Roberta Cordani, esperta di passeggiate nell’arte e nella storia milanese, ci aspetta davanti a una macchina del tempo gialla, come la copertina del libro che stringe tra le mani: "Tra questi sedili il tempo sembra essersi fermato e la città vera ti corre incontro", racconta, invitandoci a salire a bordo per una nuova camminata nella bellezza, questa volta su rotaie: ecco “Milano in tram. Alla scoperta della città“, l’ultima avventura che ha curato per Celip raccogliendo oltre 330 fotografie d’epoca e dei nostri giorni - in collaborazione con Atm e il suo archivio storico - ma anche il racconto di chi ha desiderato condividere sguardi e ricordi sul tram.

Cominciamo dal 19. Perché? "L’idea è nata qui, quando ho ripreso il tram per andare in centro, dopo la pandemia. Mi sembrava il mezzo giusto, con quei grandi finestrini che si possono abbassare. Mi sono sentita avvolgere da una magia".

Prima destinazione? "L’archivio di Mario De Biasi, creato dalla figlia Silvia: mi ha consigliato di prendere il 16, il tram che appassionava suo papà perché viaggiava nella storia di Milano. Piazza Piemonte, corso Magenta, via Meravigli, passi davanti a Santa Maria delle Grazie, al Museo Archeologico, arrivi al Duomo. Ho ripercorso l’itinerario facendomi accompagnare da Luigi Mignacco e da un pittore dei primi del Novecento, un personaggio tratto dal nostro romanzo, Le Ondine perdute. Lui scruta con stupore i passeggeri d’oggi, che fissano i telefonini: “Perché non guardano le meraviglie fuori?“".

Tra i tanti personaggi di fantasia e “in carne ed ossa“ chi è salito a bordo di questo libro? "Ci sono stati incontri entusiasmanti. C’è lo scrittore Luca Crovi, che ha scritto un bellissimo racconto, ispirato alle foto di De Biasi degli anni Cinquanta, tra treni a San Siro e sorprese. Lui stesso ha coinvolto altri scrittori, come Rosa Teruzzi, che ha raccontato i tram della sua zona, vicino a San Cristoforo sul Naviglio, documentando una passeggiata sia storica che moderna, tra i murales ispirati alle avventure della Valentina di Crepax e di Diabolik. C’è anche il sogno dell’attore Gigio Alberti nelle vesti di scrittore, sul tram Carrelli".

Che rumore fa? "Una sinfonia, ci dimostra Paolo Maggioni: lui è sempre stato innamorato del tram anche perché nipote di un tranviere e abita vicino a un deposito di tram".

In questa passeggiata letteraria c’è anche chi si occupa dei tram. "Sì, grazie alla collaborazione con Atm, oltre alle preziose foto degli archivi che spiegano anche il restauro del tram 1928 che è al Museo della Scienza (visitabile e da non perdere), ci sono gli incontri con le persone e in particolare con le donne tranviere di oggi e della storia".

Era tranviere anche il papà di Carla Fracci. "E suo figlio Francesco, in un’intervista commovente, ci racconta il legame profondo dell’étoile col tram. Anche lui da ragazzino, quando la mamma era in tournée, andava al dopo-lavoro del nonno: un mondo magico".

Altro ricordo che commuove: un’incisione di Gigi Pedroli, recentemente scomparso. "E Pietro Ichino ci racconta l’incontro tra Gigi e la sua Gabriella, sul tram. Due personaggi importanti per l’arte e la vita artistica del Naviglio. Gigi è stato un maestro e un incisore di sogni".

A questo racconto corale partecipano anche i fotografi? "Sì, alcuni di loro hanno confessato di essere sempre stati attratti dal tram, come Roberto Arsuffi di Urbanfile. Fermano momenti poetici e artistici. È stata preziosa poi la collezione della Biblioteca della Famiglia Meneghina, dove si può conoscere tutto sulla cultura del tram a Milano".

È ancora un simbolo? "In un mondo in cui tutte le città cominciano a somigliarsi ci sono pochi elementi che le rendono uniche, come ci dice Claudio Nelli. Milano può vantare il tram, amato da tutti per arrivare a una destinazione, ma anche solo per godersi il viaggio".

Una passeggiata consigliata? "Si parte da piazza 6 febbraio, con alle spalle i tre grattacieli e in particolare il “curvo“ di Libeskind, che si piega verso gli altri. Si arriva all’Arco della Pace per proseguire a piedi nel parco e visitare il Castello Sforzesco. Qui incontriamo Giovanna Mori, già conservatrice del Museo della Pietà Rondanini. Libeskind ha detto di essersi ispirato proprio alla Pietà, con la sua curva protettiva".

Fuori dal centro, dove si va? "Con Sergio Seghetti partiamo col 33 o con il 19 per arrivare in via Valvassori Peroni e al museo a cielo aperto dedicato al film Miracolo a Milano. In biblioteca c’è una mostra permanente, con le foto sul set di De Biasi".

Tutto è collegato. "Facciamo un “fuoripista“ a San Francisco con Mauro Boselli, sceneggiatore e curatore di Tex. Ma per tornare sempre a Milano e tuffarci nell’atmosfera e nell’umanità che ci regala il tram: mette allegria, dà senso ed eleganza alla città".