Michele Gamba sul podio per Médée: "Opera titanica, capolavoro assoluto"

Il direttore d’orchestra, milanese, alla Scala con la versione francese del lavoro di Cherubini "Dal Piermarini ho ricevuto tantissimo, i musicisti sono incredibili. È un onore lavorare con loro".

Michele Gamba sul podio per Médée: "Opera titanica, capolavoro assoluto"

Michele Gamba sul podio per Médée: "Opera titanica, capolavoro assoluto"

"Ho conosciuto Damiano Michieletto nel 2015 a Londra, è un regista musicale, colto, curioso, vivace", racconta Michele Gamba, milanese, fra i direttori d’orchestra internazionali più interessanti della sua generazione "Lui curava l’allestimento di Guglielmo Tell al Covent Garden e io ero assistente di Pappano che dirigeva l’opera". Oggi i due talenti si sono rincontrati per Médée di Luigi Cherubini in scena fino al 28 gennaio alla Scala: uno alla regia, l’altro sul podio.

Maestro, dopo i fasti della Callas cosa significa riportare alla Scala “Médée“?

"Per la prima volta eseguiremo la versione francese che è realmente un’altra partitura rispetto a quella italiana. Abbiamo lavorato sulle fonti che offrono spunti diversi, mettono in luce il segno di Cherubini legato a Gluck e al giovane Mozart, con alcune iperbole alla Rameau; Médée offre opportunità alla modernità che Beethoven, Schumann, Berlioz colsero. E’ inutile fare riferimento a vecchi vinili, l’opera eseguita dalla Callas era un’altra opera a partire dalla lingua tradotta, dai recitativi di Lachner qui eliminati".

E come li avete trasformati? "Grazie alla drammaturgia di Mattia Palma i recitativi sono stati riformulati in dialoghi e declamati dai due figli di Médée. La musicalità si differenzia dalle altre versioni, questo dà all’operazione teatrale una nuova prospettiva; la vicenda è vista attraverso gli occhi dei bambini della protagonista, una donna dei nostri giorni, intensa e unica". Cherubini è poco eseguito.

"E’ un autore complesso, vive a cavallo fra due epoche, Sette e Ottocento, Médée è un capolavoro assoluto ma è un’opera titanica. Cherubini ha scritto straordinaria musica strumentale, il Requiem, la Sinfonia ma deve essere contestualizzato, decifrato".

Cosa crede di aver ricevuto dalla Scala?

"Tantissimo, nel 2016 ero l’assistente di Barenboim quando sono stato catapultato sul podio per sostituire Mariotti ammalatosi all’improvviso, nella direzione di Due Foscari che conoscevo bene. Nessuno sapeva chi fossi e senza quella chiamata avrei continuato a lavorare dietro le quinte; nel corso degli anni con il Teatro, l’Orchestra si è creato un rapporto speciale, dopo Médée dirigerò Madina di Vacchi. Inoltre sono stato con l’Orchestra della Scala a Dubai per Cup 28, un programma verdiano e scaligero; sono musicisti incredibili, di qualità eccelsa, sono aperti al mondo, è un onore poter lavorare con loro". Quale altro teatro le ha regalato emozioni?

"In Italia? Il Maggio Musicale Fiorentino, durante la pandemia, Maggio e Scala sono stati gli unici teatri che mi hanno permesso di lavorare online, per me è stato importantissimo. Mi piace lavorare con l’Orchestra della Rai di Torino, dà l’opportunità di dirigere musica di autori contemporanei, mi aiuta ad addentrarmi in repertori complessi e nuovi. All’estero ho avuto occasioni felici al Metropolitan di New York, a Chicago, a Dresda vorrei nominare altri teatri ma non credo ci sia spazio".

Grazia Lissi

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