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12 giu 2022

"Mi sono spostato di 20 metri. Il mio vecchio alloggio? Subito invaso"

Angelo Basile è stato l’ultimo inquilino regolare di via Bolla 38 a trasferirsi in un’altra casa in vista del restyling degli stabili

12 giu 2022
Angelo Basile ha 65 anni e vive in via Bolla da quando ne aveva 40
Angelo Basile ha 65 anni e vive in via Bolla da quando ne aveva 40
Angelo Basile ha 65 anni e vive in via Bolla da quando ne aveva 40
Angelo Basile ha 65 anni e vive in via Bolla da quando ne aveva 40
Angelo Basile ha 65 anni e vive in via Bolla da quando ne aveva 40
Angelo Basile ha 65 anni e vive in via Bolla da quando ne aveva 40

"Finalmente ho lasciato l’inferno e sono salito in purgatorio". E si è spostato di appena 20 metri. Angelo Basile, sessantacinquenne, invalido al 100 per cento, in sedia a rotelle, è stato l’ultimo inquilino regolare a lasciare la palazzina di via Bolla 38 "alla fine di marzo". Ora è nella stecca di fianco, sempre Aler, "con un portone funzionante e le caselle della posta non vandalizzate. Un lusso". Sono passati più di due mesi. Se si affaccia, vede la sua vecchia casa. Quella in cui ha abitato per 25 anni, prima del trasloco in vista della riqualificazione del complesso. A poco a poco, Aler ha quasi completato il trasferimento di tutte le famiglie regolari. "Ne sono rimaste meno di 10, tra i civici 40 e 42", fanno sapere gli abitanti. Il signor Basile dice che non gli sembra "strano" guardare il suo vecchio balcone da un altro punto di vista. "Così come non mi sembra strano che l’appartamento in cui abitavo prima sia stato occupato dopo qualche ora dalla mia partenza: ho visto le tapparelle sollevarsi e abbassarsi. Mi sarei meravigliato del contrario". Non vedeva l’ora di spostarsi, insieme al cagnolino Ricky e alla gattina Kimba, perché il clima era diventato pesante nella palazzina quasi totalmente occupata, in cui si sentiva una mosca bianca. L’unica con contratto. "Una volta – ha raccontato su queste pagine – ho litigato con un uomo slavo perché mi sono accorto che la sua bambina piccola, inavvertitamente, stava per toccare dei fili elettrici sul pianerottolo. “Chiamo la polizia“, gli ho detto. E lui se l’è presa con me. Ma poi ci siamo riappacificati.

"La convivenza è sempre difficile ma qui mi sento più al sicuro. Venerdì ho sentito il caos e mi sono affacciato: si è andati oltre. Mi auguro che la situazione non degeneri ulteriormente".

M.V.

© Riproduzione riservata

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