BARBARA CALDEROLA
Cronaca

Melzo, devastazione da 50 milioni: “Siamo pronti a ricostruire, ma i prezzi del materiale sono già alle stelle”

Il sindaco dopo la conta dei danni causati da grandine e nubifragi: “Più di tremila segnalazioni di danni, tanti edifici al pubblico sono stati danneggiati”

I danni maggiori sono stati riportati dal tetto delle scuole medie De Amicis: per sistemarlo servirà mezzo milione di euro. La torre simbolo della città è appena stata rimessa a posto

I danni maggiori sono stati riportati dal tetto delle scuole medie De Amicis: per sistemarlo servirà mezzo milione di euro. La torre simbolo della città è appena stata rimessa a posto

Un’Apocalisse che costerà quasi 50 milioni. Fra case, capannoni ed edifici pubblici: la cifra per sistemare Melzo flagellata dalla grandine e dal vento fa tremare i polsi. "Tre milioni solo per le nostre strutture", dice il sindaco Antonio Fusè che guida la ricostruzione fra mille difficoltà: "Materiali e imprese che non si trovano e prezzi schizzati alle stelle".

A preoccuparlo è soprattutto "il timore che la gente si perda d’animo e invece è il momento di stringere i denti e guardare avanti. Abbiamo consegnato alla Regione il dossier del disastro, due tecnici sono stati in città e si sono spaventati vedendo la situazione con i loro occhi. Ma il valore di una comunità - sottolinea il primo cittadino - si misura in situazioni come questa e noi stiamo facendo il necessario".

Sono 3mila le segnalazioni di danni arrivate da famiglie e aziende "una cifra enorme che porta ai 42 milioni 800mila euro necessari per sistemare il patrimonio privato, macchine escluse. Quelle distrutte sono centinaia, ma il problema è fra assicurazioni e automobilisti. Chi non era coperto, dovrà provvedere da sé". Lunghissima la lista degli strascichi agli edifici pubblici, "il più grosso è al tetto delle scuole medie De Amicis: per sistemarlo servirà mezzo milione. È un intervento complesso e stiamo studiando come fare, ma prometto a famiglie e ragazzi che non perderanno neanche un giorno del nuovo anno".

Fra i monumenti mitragliati, "la torre, simbolo della città, che abbiamo appena rimesso a posto e il municipio bucato da chicchi di ghiaccio grossi come palle da tennis: mai visto niente del genere. Ci vorrà molto tempo per tornare alla normalità, e sicuramente succederà grazie all’impegno e alla tolleranza di tutti". Fra i luoghi presi di mira, la biblioteca, il centro anziani, il centro sportivo, la piscina, l’ospedale, gli oratori, la sede dell’Inps, parchi e parcheggi.

E poi ci sono le cascine: "Gli agricoltori sono in ginocchio, tante aziende oltre ad aver perso il raccolto si sono ritrovate con i tetti schiantati a terra dal vento: un problema al quale sta provvedendo Coldiretti - il conto dei loro risarcimenti si aggiunge ai 50 milioni -. Siamo vicini ai produttori alle prese con la calamità, dopo la siccità dell’anno scorso".