Melzo, baby gang aggredisce due carabinieri facendo un video: “Sfidare le forze dell’ordine è una moda”

Tutto allo scopo di impedire l’identificazione di un giovane marocchino. Il Nuovo sindacato carabinieri chiede di dotare i militari in servizio di body-cam

I carabinieri stavano effettuando un controllo (foto di repertorio)

I carabinieri stavano effettuando un controllo (foto di repertorio)

Nella notte tra venerdì e sabato due carabinieri sono rimasti feriti durante un confronto con un gruppo di una decina di giovani, italiani e stranieri, nel comune di Melzo, in provincia di Milano. I due militari sono stati aggrediti nel tentativo di identificare uno dei ragazzi, di origine marocchina, durante un normale controllo.

Il gruppo, spiega il Nuovo sindacato carabinieri (Nsc), ha cercato di impedire l'identificazione di un loro amico marocchino. “Altri militari sono intervenuti in ausilio. Il soggetto ha tentato la fuga ma, una volta raggiunto, ha colpito al volto un carabiniere e ne ha ferito un altro. Il tutto mentre gli altri ragazzi riprendevano la scena in un video, destinato ai social network. Il militare ferito, finito in ospedale, è stato dimesso con quindici giorni di prognosi, in attesa di visita specialistica”.

La sfida alle forze dell’ordine

“Giovani e giovanissimi – spiega il sindacato – che sfidano le forze dell'ordine quasi fosse un nuovo sport alla moda, perché ‘tanto mica possono farci niente’. In merito alle ‘dirette’ e video sui social pubblicati dai nostri detrattori, vogliamo porre il focus sulla necessità, da parte nostra, di poter riprendere a nostra volta”.

“Servono le body-cam”

Il sindacato chiede urgentemente di “dotare il personale operante di body-cam [telecamere fissate sull’agente che ne riprendono l’operato, ndr], dotazione base per numerose forze di polizia in tutto il mondo. Tutto ciò al fine di tutelare l’operatore e fornire un valido supporto documentale all'azione di polizia giudiziaria", dichiarano dalla segreteria provinciale di Milano del sindacato. “Solidarietà al collega ferito. Occorre intervenire e fare qualcosa per l'ormai troppo diffuso senso di impunità. Il problema, sociale e culturale, è enorme”, concludono.