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23 apr 2022

Mamoli, si torna a trattare sulla ventilata chiusura

Mamoli di Lacchiarella: torna alta la tensione per il trasferimento dell’azienda a Castiglione delle Stiviere che metterebbe a rischio i posti di lavoro dei 50 dipendenti. La Mamoli è legata a doppio filo alla storia e al territorio di Lacchiarella, tanto che la piazza in cui è ubicata porta il suo nome. Da quando l’azienda ha comunicato la decisione di chiudere il sito e trasferire la produzione a Castiglione delle Stiviere (a circa 140 chilometri da Lacchiarella) si sono susseguite numerose mobilitazioni dei lavoratori che hanno dato vita a cortei e a una serie di presidi di protesta. Nonostante l’intervento di Regione Lombardia e amministrazione comunale, quanto è emerso dall’ultimo incontro che si è svolto in Regione ha fatto salire nuovamente la tensione: il gruppo dirigente della Mamoli non ha infatti accettato di discutere soluzioni alternative alla chiusura della fabbrica. Così ieri i lavoratori sono scesi nuovamente in sciopero e hanno manifestato fuori dai cancelli della fabbrica. Al termine della mobilitazione e di un nuovo incontro tra azienda, rappresentanti dei lavoratori e sindacato, si è aperta una vera trattativa sul trasferimento.

"L’apertura di una discussione seria è importante, e senza la tenacia dei lavoratori non sarebbe stato possibile – dichiara Andrea Torti della Fiom di Milano –. Per ora la proposta dell’azienda è ancora distante dalle richieste avanzate e votate dai lavoratori in assemblea. Per questo i lavoratori hanno deciso di accompagnare la trattativa mantenendo lo stato di agitazione". I lavoratori della Mamoli e la Fiom sono da oltre un anno impegnati nella lotta per difendere i posti di lavoro. Il trasferimento dalla storica sede è dovuto al fatto che l’edificio messo all’asta avrebbe cambiato proprietà e l’azienda vorrebbe trasferire le lavorazioni in provincia di Mantova, mantenendo i posti di lavoro ma questo creerebbe gravi difficoltà ai dipendenti.

Massimiliano Saggese

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