Ma’amul, scommessa vinta. Il “biscotto di Natale“ sfornato da ragazzi autistici

Cologno, il laboratorio di pasticceria è aperto all’interno del Bistrot della Pieve. Grazie al progetto, i giovani vengono valorizzati e sperimentano un lavoro.

Ma’amul, scommessa vinta. Il “biscotto di Natale“ sfornato da ragazzi autistici

Ma’amul, scommessa vinta. Il “biscotto di Natale“ sfornato da ragazzi autistici

Non solo i tradizionali panettoni e pandori. Quest’anno sulle tavole di Natale potranno essere serviti anche biscotti speciali, sfornati dal laboratorio di pasticceria per ragazzi autistici, che è stato aperto dentro il bistrot a La Pieve di Cologno dalle associazioni I Sassi di Betania e Mondoabaut. Il progetto Ma’amul, dal nome dei biscotti che vengono preparati e cucinati, è partito a settembre ed è stato da subito sostenuto da tutta la comunità colognese: il laboratorio inclusivo ha potuto essere messo in moto, infatti, grazie ai fondi raccolti in poche settimane sul finire dell’estate. "È una sfida che giorno dopo giorno diventa realtà – raccontano i responsabili de La Pieve –. Ed è la prima iniziativa di cooperazione tra le due realtà associative. L’incontro tra culture, la valorizzazione della diversità, la formazione, l’educazione e la scienza sono messi al servizio dei ragazzi nello spettro autistico".

Una scommessa vinta: pochi giorni fa nella Sala Fallaci di piazza San Marco una serata magica ha visto i ragazzi di Ma’amul debuttare in società. "Hanno preparato i biscotti e li hanno poi serviti in maniera impeccabile come veri camerieri professionisti, sempre accompagnati dalla loro analista del comportamento. Emozioni così forti e intense rappresentano per noi un magnifico incipit per il Natale. Un grazie di cuore a Mondoabaut, I Sassi di Betania, I Ragazzi di Robin, Cologno Zero Barriere e Punto inclusione. Senza il loro contributo niente di tutto questo sarebbe mai successo". Un lavoro collettivo per dimostrare che "anche le persone con tale diagnosi possono imparare e riuscire a conquistare le abilità comportamentali e lavorative per diventare una risorsa per la comunità e non un impegno di spesa", come spiegano le onlus. L’obiettivo del progetto è "dare un’opportunità ai ragazzi con diagnosi di autismo di ogni livello di funzionamento, valorizzandone l’unicità, e creare un modello d’impresa no profit replicabile, realizzando insieme progetti che offrano soluzioni e benefici garantiti nel tempo".

Laura Lana

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