L’ultimatum: "Tagli azzerati entro fine mese o sarà protesta"

Ben 37 associazioni scrivono a Regione e Governo per difendere i contributi per la grave disabilità .

L’ultimatum: "Tagli azzerati entro fine mese o sarà protesta"

La protesta delle associazioni contro i tagli della Regione ai contributi mensili per la disabilità grave e gravissima

Trentasette associazioni della disabilità sono pronte a scendere in piazza contro la Regione se la Giunta lombarda non provvederà entro il 29 febbraio ad azzerare i tagli ai contributi mensili ai quali hanno diritto le famiglie con a carico persone con gravissima e grave disabilità e se, contestualmente, non varerà misure per migliorare i servizi di assistenza domiciliare. Le stesse associazioni chiedono anche l’apertura di un tavolo di confronto con al centro la definizione dei Leps (Livelli essenziali delle prestazioni sociali). Richieste e ultimatum messe nero su bianco in un comunicato congiunto. Ma non è finita: le stesse associazioni hanno firmato ed inviato una lettera congiunta ai ministri Marina Calderone (Politiche sociali), Alessandra Locatelli (Disabilità) e Orazio Schillaci (Salute) chiedendo che il Governo proceda ad una proroga di quella riforma del Fondo Nazionale per le Non Autosufficienze (FNNA) dalla quale discendono, in parte, i tagli della Regione.

Il comunicato, allora. "La delibera approvata il 28 dicembre 2023 prevede una riduzione delle risorse destinate alle misure di assistenza indiretta che rappresentano un sostegno essenziale per le famiglie e che sono finanziate con il Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza e con fondi regionali. Le associazioni sottoscrittrici, dopo il respingimento della mozione che chiedeva l’annullamento dei tagli nel corso della seduta del Consiglio regionale del 16 gennaio e delle lettere inviate sia al Ministero delle Politiche sociali che all’assessorato regionale competente, non hanno ricevuto alcun impegno o rassicurazione o notizia da parte di alcuno né sulla richiesta di proroga della attuazione del Piano nazionale non autosufficienza né sulla implementazione dei fondi regionali che consentirebbero di annullare i tagli dei contributi per i caregiver previsti dal primo giugno 2024, che avrebbero conseguenze devastanti sulla quotidianità delle famiglie. Pertanto le richieste delle famiglie e delle associazioni sono: la modifica sostanziale della delibera, sia rispetto all’implementazione dei fondi per non modificare gli importi dei contributi odierni, ma semmai di aumentarli, sia rispetto alle modifiche dei voucher sociosanitari; una rimodulazione del sistema di offerta di servizi che ad oggi riteniamo assolutamente inadeguata in quanto standardizzati e non in linea con i reali bisogni individuali; l’istituzione di un tavolo di lavoro con le associazioni di familiari per la costruzione e implementazione dei Leps. Non ci accontenteremo di soluzioni temporanee e non condivise. Contestualmente, le associazioni hanno scritto ai ministeri chiedendo che le richieste inviate alla Regione possano trovare risposte certe. Se ciò non avvenisse entro il 29 febbraio saremo costretti a scendere in piazza". Tra le associazioni firmatarie ci sono Confad, “Nessuno è Escluso“, Uniti per l’Autismo, Alleanza Malattie Rare e Abilità Diverse.

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