MARIA RITA
Cronaca

L’odio è la droga degli stupidi

Maria Rita Parsi riflette sull'infinita stupidità umana, alimentata da ideologie negative e comportamenti dannosi. Avverte che se non combattuta, potrebbe portare a conseguenze disastrose per la società e le relazioni umane.

Parsi

Ho più volte citato Albert Einstein quando afferma che "due cose sono infinite: l’Universo e la stupidità umana!". E se sull’Universo si può ancora indagare, sulla stupidità umana l’infinito è completo. E di cosa si avvale la stupidità? Di false ideologie, radicalismi, dicerie, incultura, indifferenza, paure, presunzione, invidia, ingratitudine, arroganza, pettegolezzo, calunnia, violenza, abuso, malafede, tradimento, dell’insano bisogno di vendetta, del raggiro, del ladrocinio, dello sfruttamento, del razzismo, dell’infinita gogna mediatica ai tempi del virtuale, della perversione spacciata per perfezione. Questo infinito groviglio del Male, accumulato nei miliardi di anni della storia umana, è nell’inconscio collettivo di ciascun essere umano. È un groviglio che, quando viene sollecitato dall’incertezza familiare, sociale, economica e dal timore di essere sopraffatti, si apre e contagia, opprime, sopprime con il suo veleno chi non ha strumenti umanistici e scientifici capaci di arginarlo. Chi è incapace di decriptare l’inconscio, “l’Oceano mare” di cui scrive il grande psichiatra Fabrizio Di Giulio.

E che tutto contiene: l’infanzia e l’adolescenza di ciascuno, archetipi individuali e collettivi le cui esperienze sono alle radici del comportamento che ogni essere umano passando dal temperamento al carattere alla personalità, adotterà in relazione alla sua storia personale e sociale, prima di farlo confluire sulla storia collettiva di popoli e Nazioni. Se la stupidità prevarrà, se le donne saranno così negate e infelici, così accusate di ogni colpevolezza da trasformare i maschi nel braccio armato della loro vendetta, non saranno le donne ad impedire agli uomini di fare la guerra. Perché l’offesa a chi dà la vita trasforma l’amore e la gioia di generare in una condanna alla sottomissione da cui solo la morte del tiranno, familiare o governativo che sia, può liberare. L’odio è la droga degli stupidi che non sono in grado di far fiorire il pianeta e la vita umana che li circonda perché credono di diventare immortali solo vincendo con la morte l’impotenza. E chi a tutto questo non si ribella, non soltanto è un complice ma è decisamente uno stupido!

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