Lo schianto, la strage. Insieme in stazione per le tre vittime: "Non successe per caso"

La sindaca alla commemorazione: "La tragedia figlia dell’incuria"

Lo schianto, la strage. Insieme in stazione per   le tre vittime: "Non successe per caso"
Lo schianto, la strage. Insieme in stazione per le tre vittime: "Non successe per caso"

Sembra ancora di sentire le urla. È impossibile dimenticare il 25 gennaio 2018. Il giorno in cui il treno dei pendolari deragliò a Pioltello, portandosi via tre vite, lasciando sul campo una cinquantina di feriti gravi e sprofondando l’intera Lombardia in un’angoscia di morte e dolore. Ieri, come sempre da allora, la sindaca Ivonne Cosciotti ha ricordato il disastro ferroviario e le vittime che non tornarono più a casa dopo l’incidente: Pierangela Tadini, 51 anni, Giuseppina Pirri, 39, e Ida Milanesi, medico 61enne. Abitavano tutte fuori provincia, andavano a lavorare nel capoluogo. Erano salite sul convoglio partito da Cremona alle 5.30, a Limito, la tragedia: le carrozze inciampano su un giunto che avrebbe dovuto essere sostituito e in quel condizionale si consuma il dramma ricostruito dall’inchiesta. Mail non lette sono costate tre vite e tutte quelle degli altri 350 passeggeri attraversarono un incubo destinato a cambiarle per sempre. Erano le 6,57 del mattino quando l’inferno prese forma. Alla commemorazione, una delegazione di amministratori della Martesana, carabinieri, vigili del fuoco, protezione civile e volontari, che si spesero per aiutare, salvare, consolare. E tanti cittadini commossi. Ricordi e poi, al binario 1, teatro dell’apocalisse, la deposizione di una corona di fiori bianchi. "Ci uniamo in questo istante - così Ivonne Cosciotti - ai Comuni dove Pierangela, Giuseppina e Ida abitavano, e che in questa giornata ne stanno onorando la memoria".

Nella mente di tutti i frammenti di quella mattina, quando frotte di soccorritori furono catapultate fra i vagoni del Trenord 10452 ripiegati nell’erba al buio, incastrati uno dentro l’altro, fra grida di disperazione, terrore e spavento. "La tragedia non è successa per caso, è stata incuria - spiega la sindaca -. Un lavoro scordato in elenchi della posta elettronica mai aperti. Dietro a quel giunto c’è un perché che va indagato, solo così non accadrà più. Chiedo con forza alla politica, a chi deve controllare e anche a noi stessi, nel nostro impegno e nelle nostre responsabilità quotidiane, di non sottovalutare mai ciò che dobbiamo fare per il bene comune". Il prezzo può davvero essere inaccettabile.

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