L’Intelligenza. Artificiale?. Creerà lavoro

Il mercato dell'Intelligenza Artificiale in Italia è in forte crescita, con un incremento del 52% nel 2023. Settori come finanza, sanità e manifattura stanno sfruttando le potenzialità di questa tecnologia. L'AI potrebbe automatizzare il 50% dei posti di lavoro in Italia, ma potrebbero anche crearsi nuove opportunità di lavoro. La sfida sarà bilanciare l'automazione con l'aggiornamento delle competenze umane.

Razzante*

In Italia il mercato dell’Intelligenza Artificiale (AI) sta vivendo un periodo di crescita impetuosa. Il 2023 ha segnato un incremento del 52% del giro d’affari, che ora sfiora i 760 milioni di euro. Già nel 2022 si era registrato un +32% rispetto all’anno precedente. Lo documenta un Rapporto dell’Osservatorio Artificial Intelligence della School of Management del Politecnico di Milano. Sono numeri che sottolineano il ruolo sempre più centrale dell’Intelligenza Artificiale come forza trainante dell’economia italiana. La finanza, la sanità, la manifattura e l’automazione industriale sono solo alcuni esempi di settori che stanno sfruttando appieno le potenzialità di questa tecnologia. In Italia sei grandi imprese su dieci hanno già avviato progetti di Intelligenza Artificiale, almeno a livello di sperimentazione. Ben due su tre hanno già discusso internamente delle applicazioni delle AI generative e, tra queste, una su quattro ha avviato una sperimentazione (il 17% del totale). Il rapido avanzamento dell’AI sta trasformando anche il mondo del lavoro italiano, prefigurando un futuro in cui la tecnologia rivoluzionerà le dinamiche occupazionali. Già oggi, in Italia, l’AI ha un potenziale di automazione del 50% dei posti di lavoro equivalenti. Ma da qui a dieci anni, le nuove capacità delle tecnologie potrebbero svolgere il lavoro di 3,8 milioni di italiani. Questo, come spiegano gli esperti, non significa automatica contrazione dei livelli occupazionali e sostituzione del lavoro umano con le macchine. Potrebbero infatti crearsi anche nuove opportunità di lavoro. La crescente domanda di professionisti specializzati nell’implementazione e nella gestione dell’AI potrebbe aprire cioè interessanti percorsi di carriera. La sfida sarà bilanciare l’automazione con l’aggiornamento delle competenze umane, per garantire una transizione equa e sostenibile.

*Docente di Diritto dell’informazione all’Università Cattolica

è arrivato su WhatsApp

Per ricevere le notizie selezionate dalla redazione in modo semplice e sicuro