NICOLA PALMA E MARIANNA VAZZANA
Cronaca

Liliana Agnani uccisa e sepolta nel bosco, arrestato il figlio: ecco come è stato incastrato Stefano Garini

Milano, i resti della novantenne, che viveva alla Barona, furono trovati lungo le sponde del Ticino nel Novarese. Dalla protesi alla messa nella parrocchia di quartiere

Liliana Agnani, 90 anni, residente alla Barona, con il figlio Stefano Garini, 62

Liliana Agnani, 90 anni, residente alla Barona, con il figlio Stefano Garini, 62

I reati di cui è chiamato a rispondere sono gravissimi, ma pare che Stefano Emilio Garini non se ne sia ancora reso conto: ieri mattina ha iniziato a scherzare parlando di calcio con i carabinieri del Nucleo investigativo di Novara che l’hanno arrestato nella sua casa in zona Barona con le accuse di aver ucciso la madre, di essersi disfatto del cadavere e di aver continuato a intascare indebitamente la pensione Inps della donna e il sostegno economico da circa 5mila euro stanziato dal Comune. La storia inizia nell’ottobre del 2022, quando nella frazione novarese di San Martino di Trecate, nell’area del Parco del Ticino, vengono ritrovate alcune ossa umane. I resti vengono analizzati dagli esperti del Labanof della Statale, che trovano una protesi perfettamente conservata tra le vertebre L3 e L4 della colonna vertebrale.

Da marchio di fabbrica e numero di matricola, gli investigatori dell’Arma, coordinati dal procuratore capo Giuseppe Ferrando e dal pm Paolo Verri, risalgono prima alla ditta produttrice e poi all’ospedale a cui il dispositivo medico è stato venduto: l’istituto Galeazzi. Gli archivi rimandano i nomi di sette pazienti: sei vengono facilmente rintracciati, la settima è la signora Liliana Agnani, 90 anni, residente alla Barona. I militari chiedono al medico di base di contattare il figlio dell’anziana, con la scusa di dover effettuare una visita, ma Garini risponde che la madre gode di ottima salute e che si trova in Veneto da un fratello. Peccato che il fratello di cui parla il sessantaduenne sia scomparso alcuni anni prima. A quel punto, il faro degli inquirenti si concentra con particolare attenzione sull’uomo. La figlia, che all’epoca viveva nell’abitazione della nonna, spiega ai carabinieri che la signora Agnani è deceduta, anche se non sa riferire ulteriori dettagli né sulle cause né sui funerali: "Il papà ci ha detto che è morta in ospedale e che è stata cremata".

Le indagini fanno emergere un ulteriore dettaglio macabro: Garini avrebbe fatto celebrare una messa a suffragio della madre nella parrocchia del quartiere, senza feretro ma con una fotografia sull’altare. Dalle intercettazioni viene fuori pure che in precedenza il sessantaduenne aveva iniziato una relazione con una ragazza brasiliana molto più giovane di lui residente a Torino e che a un certo punto il rapporto si era incrinato proprio a causa del troppo tempo che Garini doveva dedicare alla madre malata. Così, proprio per liberarsi di quello che l’uomo viveva come un peso insostenibile, l’uomo avrebbe deciso di uccidere la novantenne, portandola con sé sulla riva del Ticino il 18 maggio 2022 (dopo aver svolto un sopralluogo qualche giorno prima a Trecate), assassinandola e disfacendosi del corpo dopo aver sezionato in diverse parti.