GIULIA BONEZZI
Cronaca

L’idea per recuperare anestesisti: "Specializzandi in sala operatoria e uno strutturato ogni due tavoli"

L’assessore Bertolaso illustra l’ipotesi che sta discutendo con i rappresentanti dei rianimatori. Si lavora a sanzioni per chi dà buca a visite ed esami: "A vuoto tra il 20 e il 25% degli appuntamenti".

L’idea per recuperare anestesisti: "Specializzandi in sala operatoria e uno strutturato ogni due tavoli"

L’idea per recuperare anestesisti: "Specializzandi in sala operatoria e uno strutturato ogni due tavoli"

Una delle idee, per tamponare la penuria cronica d’anestesisti-rianimatori, è coinvolgere con un ruolo più attivo gli specializzandi negli interventi meno complicati: "Oggi è necessaria sempre la presenza di un anestesista specializzato in sala operatoria, lo specializzando lo può solo affiancare. Stiamo negoziando con l’Ordine e i rappresentanti degli anestesisti la possibilità di avere uno strutturato su due tavoli operatori, gestiti da due specializzandi" in sala a seguire il paziente sotto i ferri, ha spiegato l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, ieri a margine della Commissione Sanità del Pirellone. Parole ascoltate dalla consigliera dem Carmela Rozza, che esprime "preoccupazione: non è raro che si verifichino due situazioni di crisi contemporaneamente. E anche in condizioni di routine un solo professionista può seguire due sale operatorie solo se attigue".

Ieri Bertolaso ha incontrato in Regione i primi 44 medici selezionati con bando Areu per essere inseriti da liberi professionisti nei reparti d’emergenza-urgenza che, alla scadenza, non rinnoveranno i contratti con le cooperative di gettonisti, espulse dagli ospedali pubblici lombardi, "per spiegare cosa ci aspettiamo da loro e cosa possono aspettarsi da noi", chiarisce l’assessore.

E aggiunge che all’Asst Santi Paolo e Carlo, la prima dove ieri è iniziata l’era post-cooperative, "tutti i turni di anestesisti e rianimatori prima occupati dai gettonisti con contratti scaduti il 31 gennaio sono stati coperti. In via privilegiata attraverso convenzioni con altre Asst dell’area metropolitana, successivamente attingendo all’elenco dei liberi professionisti reclutati attraverso l’Areu. I turni nelle sale operatorie sono coperti per tutto il mese di febbraio senza alcun problema. Vogliamo garantire maggiore qualità e continuità dell’assistenza valorizzando il ruolo dei medici all’interno di un unico servizio sanitario regionale, non a compartimenti stagni", ha sottolineato Bertolaso confermando che "a breve" Areu farà partire bandi analoghi per medici di altre specialità, "in particolare pediatri e psichiatri". E anche per infermieri che sostituiscano i gettonisti, come prevedono le appena approvate regole per il Welfare nel 2024: "Sono la traduzione operativa delle strategie scritte nel Piano sociosanitario quinquennale", ribadisce Bertolaso, in "oltre 500 azioni" che spaziano dalla prevenzione alla medicina territoriale. E se per tamponare la penuria di medici di base le "regole" istituzionalizzano gli "ambulatori temporanei" (Amt) sperimentati dall’Ats Metropolitana per chi rimane all’improvviso senza dottore, dall’altra parte annunciano una sperimentazione per ingaggiare i mutualisti, affiancati dall’ortottista, nelle prime visite di oculistica, che hanno liste d’attesa particolarmente lunghe.

Sul fronte liste d’attesa, sottolinea Bertolaso, "abbiamo anche immaginato la possibilità di sanzioni per chi prenota e poi dà buca". Multe ulteriori al pagamento del ticket già previsto, ma evidentemente solo per chi non è esente. "Ci vuole una legge regionale per implementarle - chiarisce Bertolaso –, ma è inaccettabile che oggi il venti, venticinque per cento di chi prenota una visita o un esame col Ssn non si presenti. Sono tre o quattro milioni di posti sottratti alle persone in lista d’attesa".