L’idea del polo culturale: "Nuovo, funzionale, bello e soprattutto polivalente

L’Amministrazione: "Uno spazio intergenerazionale dove condividere le idee poter lavorare, ritrovarsi, ma anche organizzare mostre, corsi ed eventi".

L’idea del polo culturale: "Nuovo, funzionale, bello e soprattutto polivalente

L’idea del polo culturale: "Nuovo, funzionale, bello e soprattutto polivalente

"Nuovo, funzionale, bello e soprattutto polivalente: ecco l’idea del polo culturale di Gessate. Qualche cosa che nel nostro paese, ancora, mancava". Prima presentazione pubblica, alla presenza di amministrazione comunale e professionista estensore, del progetto, o meglio dell’"idea progettuale", del futuro polo culturale di Gessate, "spazio intergenerazionale dove condividere idee, progetti e desideri: un luogo per studiare, leggere, lavorare e ritrovarsi ma anche per organizzare mostre, corsi ed eventi".

Le immagini presentate in aula consiliare dalla amministrazione comunale guidata da Lucia Mantegazza sono quelle di un concept di progetto, il teatro è quello dell’edificio di via Di Vittorio che già ospitò la scuola materna.

Sulla distribuzione degli spazi, e anche sulla tipologia di servizi che vi saranno accolti, una seconda fase partirà, con il coinvolgimento della cittadinanza. Al tavolo con la sindaca, l’altra sera, il progettista Sabino Bizzoca estensore del disegno e gli assessori alla cultura Roberta Crippa e ai lavori pubblici Sandro Cristina Reggiani. Il polo gessatese ha una genesi alle spalle. L’edificio prescelto ospitava l’asilo nido Le impronte, i sessanta bambini erano già stati spostati, causa la necessità di lavori sulla sede, in spazi liberi all’asilo privato Lattuada. Il risultato di un intervento di riqualificazione nelle immagini: l’ipotesi è di collocare nel nuovo centro civico biblioteca comunale, spazi per riunioni, locali per mostre.

Comunque, uno spazio versatile e modulare. Primo passo, nell’ipotesi di realizzazione, il potenziamento di area e volumi, dai 250 metri quadri attuali a 1400 su due livelli.

"Il progettista che abbiamo scelto - così Lucia Mantegazza - è un professionista esperto, un suo progetto di rigenerazione ha avuto un premio recente dal consiglio nazionale degli architetti. Ci siamo messi nelle sue mani, con due punti fermi: lo spazio dovrà essere dinamico e funzionale, e dovrà essere frutto del riutilizzo di qualche cosa che già esiste".

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