
L’Ats attende gli esiti delle analisi di laboratorio sui campioni di acqua prelevati in via Rizzoli 73/87
Due contagiati in più: l’ultimo bollettino dell’Ats Metropolitana sul focolaio di legionella nelle case Mm di via Rizzoli 73-87 a Milano, rilasciato come da programma ieri pomeriggio, aggiorna a nove il totale delle infezioni registrate in una settimana tra i residenti dell’ultima stecca delle palazzine popolari di Crescenzago. Entrambi sono ricoverati in ospedale come ancora cinque degli altri sette – uno è stato dimesso e l’altro è Luigi Gandini, il 91 enne morto lunedì 30 giugno – ma non si sono ammalati negli ultimi giorni: uno ha avuto i sintomi della legionellosi quasi due settimane fa, venerdì 27 giugno; l’altro giovedì 3 luglio, all’indomani della chiusura dell’acqua calda per 48 ore e della sanificazione degli impianti condominiali cui Mm ha provveduto d’iniziativa dopo aver ricevuto segnalazioni "di possibili casi di legionella" da parte di "alcuni inquilini". Sia Mm che l’Ats hanno poi prelevato campioni di acqua nelle abitazioni dei contagiati, in altre e in vari punti dell’impianto di acqua calda condominiale: la partecipata anche prima della disinfezione, l’autorità sanitaria giocoforza soltanto dopo, poiché riceveva dagli ospedali le prime segnalazioni proprio mentre avveniva l’intervento, ma ha chiesto a Mm i risultati dei test sull’acqua prelevata in precedenza.
Quelli rapidi sui campioni post-clorazione, sia di Mm che di Ats, "sono negativi per legionella, e ciò attesta l’efficacia degli interventi di disinfezione della rete idrica", ricordano dall’Agenzia che ora attende le analisi di laboratorio che quantificano la concentrazione del batterio, e intanto raccomanda agli inquilini di far scorrere l’acqua e cambiare filtri o disinfettare docce e rubinetti dove si potrebbe comunque ancora annidare, favorito da acqua stagnante, incrostazioni e temperature tra 25 e 45°C.
Il fatto che un residente di via Rizzoli abbia cominciato a star male all’indomani della sanificazione è compatibile coi tempi d’incubazione della legionellosi (da 2 a 10 giorni, raramente fino a 20), mentre l’aggiornamento in differita del bollettino che l’Ats pubblica sul suo sito, nel caso di via Rizzoli come per i focolai precedenti (l’ultimo l’anno scorso tra Corsico e Buccinasco), è dovuto alla procedura, che prevede siano gli ospedali a segnalare le infezioni all’autorità sanitaria dopo averle accertate. E prima di cercare la legionella occorre sospettarla, in ricoverati spesso anziani e colpiti da altre patologie: i nove contagiati di via Rizzoli 73/87 hanno tra 70 e 92 anni, molti anche altri fattori di rischio che li espongono al batterio.