Le guerre nel salotto buono. Tra canti "pro Palestina" e attacchi alla Netrebko

Nella piazza le proteste sono state incentrate sulle violenze dei conflitti. La Comunità Ucraina chiede che la soprano russa non sia più ben accetta.

Le guerre nel salotto buono. Tra canti "pro Palestina"  e attacchi alla Netrebko

Le guerre nel salotto buono. Tra canti "pro Palestina" e attacchi alla Netrebko

di Anna Giorgi

MILANO

Le guerre soprattutto, Palestina e Ucraina, il lavoro che manca, il crollo del potere di acquisto del denaro, i tagli alla sanità e all’istruzione e l’emergenza casa. Sono i temi “caldi“ sbandierati con lo slogan “Fuori dalla Scala ve la cantiamo noi“ in una protesta pacifica che ha unito un centinaio di manifestanti. Davanti al Piermarini, la piazza storica delle proteste, hanno chiesto la fine degli attacchi israeliani su Gaza. Un gruppo di attivisti pro Palestina ha steso una grossa bandiera al grido di "free free Palestine" e "Israele fascista, Stato terrorista". A contorno una serie di cartelloni con la scritta "stop genocide". Altri manifestanti si sono radunati sul lato destro di palazzo Marino, sventolando le bandiere del sindacato di base autonomo Cub che, come ha spiegato il segretario Mattia Scolari, ha deciso di portare in piazza "la voce dei lavoratori in contrapposizione ai potenti e ai politici che saranno presenti alla Prima". Sempre sul fronte guerre, una attivista Ucraina in rappresentanza della sua comunità ha chiesto l’espulsione di Anna Netrebko da Milano e dalla Scala. "Lei raccoglie denaro pro Putin, lo ha sempre aiutato e lodato pubblicamente, l’America è off limits a lei, perché Sala e il Comune di Milano non hanno fatto lo stesso?". L’attivista indossava una sciarpa dei colori della bandiera e un cartellone con la scritta "no ai concerti della cantante. L’artista, invece, è una delle protagoniste del "Don Carlo", diretto da Riccardo Chailly, nel ruolo di Elisabetta di Valois accanto a Francesco Meli, Don Carlo. Ancora sulla piazza i sindacati di base, che protestavano contro la cancellazione del reddito di cittadinanza eil T28 con lo slogan: "Una casa per tutti".