La Varese-Arcisate-Mendrisio e quel ponte “collo di bottiglia“

Moroni

Ltransfrontaliera Varese-Arcisate-Mendrisio, inaugurata nel gennaio del 2018 dopo nove interminabili anni di lavori e vicende burocratiche, a oggi è molto frequentata, in particolare dai frontalieri diretti in Svizzera. Infatti nei primi due anni ha raggiunto l’obiettivo di 3.000 passeggeri al giorno (le Ferrovie dello Stato prevedevano questo risultato in cinque anni). Rispetto alla vecchia infrastruttura la linea ora è interamente a doppio binario, a eccezione del tratto di tre chilometri tra Induno Olona e la stazione di Varese Ferrovie dello Stato. Uno dei motivi principali del mancato raddoppio tra la stazione della Città Giardino e Induno Olona deriva dal ponte ottocentesco che attraversa il fiume Olona. Purtroppo, per una linea con un discreto traffico ferroviario come la Varese-Mendrisio, il binario unico rappresenta un collo di bottiglia alla circolazione, sia per treni Regio Express Milano Porta Garibaldi-Porto Ceresio, sia per i treni suburbani di Tilo. Un raddoppio totale con un viadotto nuovo sul fiume Olona garantirebbe una maggiore puntualità ed eviterebbe il passaggio dei convogli sul vecchio ponte, che si potrebbe mantenere come manufatto storico dal momento che è soggetto a vincolo.

Nicolò Miani, Arcisate (Varese)

La nostra vita è fatta anche di ponti e un antico ponte, carico di memorie e per questo giustamente protetto da un vincolo, è un patrimonio da conservare. Questo impedisce il raddoppio di un binario su una tratta discretamente frequentata? Conservazione di un bene storico e necessità del presente sono concetti inconciliabili? In questo caso, come suggerisce il nostro lettore, crediamo proprio di no.

gabrielemoroni51@gmail.com

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