MARIANNA VAZZANA
Cronaca

Milano, strade e marciapiedi pericolosi. La storia di Angelo Summo: “Sono caduto a terra per le pietre staccate”

Il racconto del 51enne dopo il “volo“ in monopattino in Darsena: "È passato quasi un anno ma non mi sono ancora ripreso"

Angelo Summo mostra il punto in cui un anno fa ha perso il controllo del suo mezzo

Angelo Summo mostra il punto in cui un anno fa ha perso il controllo del suo mezzo

Milano – Il volo sul pavè di fianco alla Darsena risale quasi a un anno fa "ma lo ricorderò per il resto della vita: ancora non mi sono ripreso del tutto". A raccontarlo è Angelo Summo, cinquantunenne, che il 2 maggio del 2023 è caduto mentre viaggiava sul suo monopattino elettrico nell’area pedonale di fianco all’ex porto cittadino rimesso a nuovo in occasione di Expo e oggi tra le zone più frequentate da milanesi e turisti. "Ho perso l’equilibrio – dice – per colpa della pavimentazione sconnessa, perché alcuni mattoncini si sono staccati. Quella pavimentazione è una trappola". Soccorso dal 118, è stato accompagnato al Policlinico dal quale è poi stato dimesso con una prognosi di 30 giorni.

Che danni ha riportato?

"Lussazione e frattura dell’omero destro. Oltre a dolori su tutto il corpo per il forte trauma. Mi sono anche ferito al viso nella caduta. Ero pieno di sangue quando l’ambulanza mi ha soccorso. Oltre a essere dolorante ero anche molto spaventato".

A che ora è caduto?

"Era tardo pomeriggio, a inizio maggio, e c’era ancora molta luce. Mi sarei accorto del pericolo se ci fosse stata una buca, paradossalmente, o se quel punto fosse stato segnalato adeguatamente. Ma quei masselli si sono sollevati al mio passaggio, non potevo prevederlo. Quindi ho perso il controllo e sono finito a terra. Andavo piano, sia perché c’era gente attorno e sia perché di fianco c’era la Darsena".

E poi cos’è successo?

"Sono rimasto a terra, non potevo muovermi. Dei passanti mi hanno aiutato, qualcuno ha chiamato il 118. Io nel frattempo cercavo di stare calmo anche se era molto difficile perché sentivo il sangue colare sul viso e non riuscivo a sollevarmi, avevo un dolore terribile alla spalla destra. Uno dei presenti ha anche girato un video. Poi sono stato accompagnato in ospedale dai soccorritori, al Policlinico. Dagli accertamenti clinici è emerso che avevo una lussazione anteriore dell’omero e pure una frattura. Mi hanno dimesso con 30 giorni di prognosi, consigliandomi di tenere per alcune settimane un “reggibraccio“, di usare il ghiaccio e di prendere analgesici per alleviare il dolore".

Adesso come sta?

"Non mi sono ancora ripreso del tutto, sto facendo fisioterapia. I problemi fisici mi hanno impedito di riprendere il mio lavoro al cento per cento: sono un operaio, mi occupo di ristrutturazioni ed è escluso che possa ricominciare la vita di prima finché la spalla non sarà completamente a posto".

Dopo il suo incidente, i masselli sono stati sistemati?

"Dopo il mio incidente, nella porzione interessata le pietre sono state tolte ed è stato posato il cemento. Sicuramente adesso quel tratto è sicuro, perché la strada è liscia. Ma attorno è un disastro, perché altri pezzi di pavè si sono sollevati. Un pericolo per chi usa la bici o il monopattino".

Lei continua a spostarsi con il monopattino?

"Sì, è il mezzo di trasporto che utilizzo per spostarmi in città. Ovviamente dopo quello che mi è successo sto molto più attento ma vorrei che ci fosse più manutenzione, soprattutto nelle zone con mattoncini, sampietrini e masselli di pietra che si staccano facilmente e che, se si sollevano, sono pericolosissimi".

Chiederà un risarcimento danni al Comune?

"È mia intenzione farlo. Mi sono rivolto a un avvocato".

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