Statale, tasse cancellate per 27mila studenti: uno su due non pagherà. Ecco chi sono e perché

Milano, fino a 30mila euro di Isee nulla è dovuto. Aumenti solo dai 78mila euro in su e a chi non dichiara (sono oltre 15mila). Manovea da un milione di euro

Studenti della Statale di Milano

Il filosofo Elio Franzini 68 anni, rettore dell’Università degli Studi dal 2018. A destra: gli studenti

Fino a 30mila euro di reddito Isee non si pagheranno più le tasse: succede alla Statale di Milano, che ieri ha approvato in Cda - all’unanimità - il nuovo piano di contribuzione, alzando la “no tax area“ da 22mila a 30mila euro, dopo avere ottenuto il parere favorevole dal Senato accademico. È l’ateneo più popoloso d’Italia a proporre una soglia così alta per l’esenzione: valori simili sono previsti solo a Perugia e a Salerno. Si parte già dal prossimo anno accademico: con un Isee inferiore a 30mila euro si cancellano le rate e si paga solo la quota di iscrizione di 156 euro, indipendentemente dal corso di laurea (vale anche per gli studenti lavoratori come per i fuoricorso al primo e secondo anno). Da 30mila a 78mila le tasse verranno abbassate, dai 78mila in su ci saranno degli aumenti, come per chi non presenta l’Isee. E non sono pochi: nel 2022/23 non hanno presentato la dichiarazione dei redditi in Statale - e hanno quindi pagato il massimo - 14mila studenti in corso più 1.600 fuoricorso. Sempre ieri, l’Isee massimo è stato alzato a 80mila euro.

Per sostenere la manovra sono stati calcolati 950mila euro. Saranno circa 27mila gli studenti che potranno godere a pieno del diritto allo studio, quest’anno sono 19mila. Ovvero, da ottobre, non pagherà le tasse quasi uno studente su due. "È un grande risultato, una vera risposta per rendere la nostra città più aperta ai giovani e per aumentare la sua attrattività – sottolinea il rettore Elio Franzini –. Siamo fieri di avere portato la no tax area in pochi anni da 14mila a 30mila euro. E speriamo sia solo l’inizio. È l’eredità che lascio a chi verrà dopo di me". La contribuzione attualmente in vigore prevede due rate: una prima fissa per tutti (156 euro), e una seconda determinata in base alla condizione economica del nucleo familiare e al tipo di iscrizione (in corso/fuori corso). La rata massima varia da 3.204 a 4.101 euro per chi è in corso o fuori corso da un anno, da 4.806 euro a 6.151 euro per chi è fuori corso dal secondo anno. "Con questa misura a favore degli studenti, la Statale riafferma il ruolo di apripista in relazione alle politiche per il diritto allo studio, a livello nazionale" commenta Marina Brambilla, prorettrice ai servizi per la didattica e agli studenti.

Studenti che ieri, al termine del Cda, hanno festeggiato il risultato, compatti. "È un passo importante verso l’università del diritto allo studio, ora continueremo a porre attenzione sui ceti medi – ribadisce Benedetto Longobardi della lista UniSì –. La manovra è possibile con un gettito di poco più di un milione, ammortizzabile a bilancio e che, tra l’altro, dovrebbe essere coperto dal ministero attraverso la quota premiale prevista dal Fondo per il finanziamento ordinario delle università (Ffo) proprio perché siamo tra i pochi ad avere una ’no tax area’ così estesa. La speranza però è che altri atenei seguano questo esempio e la nostra battaglia storica: solo quattro anni fa eravamo riusciti a fare alzare la no tax area da 14mila a 20mila euro". E non erano mancati ricorsi contro la tassazione, poi ritirati. "Quest’anno non ce n’è stato bisogno - conferma Ivan Zeduri dell’Udu –, a novembre abbiamo intavolato le trattative dopo aver votato contro il bilancio a giugno. Due le richieste. La prima siamo riusciti a ottenerla, con questa manovra che permetterà a ottomila studenti in più di non pagare le tasse. La seconda la porteremo avanti, contro lo sforamento di bilancio, che è ancora intorno ai 14 milioni. Tema che affronteremo col prossimo rettore o con la prossima rettrice".

Le elezioni sono imminenti (primo turno il 3 aprile, i candidati sono Marina Brambilla, Gianluigi Gatta e Luca Solari). Di "grande risultato ottenuto dalla rappresentanza studentesca" parla Elia Montani, presidente della Conferenza degli studenti, della lista Obiettivo Studenti: "In un momento storico di grande incertezza la Statale dà un segnale forte, investe in conoscenza, sapere e progresso per la creazione del pensiero critico, garantendo a più studenti di accedere allo studio. Ma non può essere lasciata sola. Perché anche se non paghi le tasse universitarie può essere comunque difficile permettersi di studiare a Milano. Serve l’intervento di Regione e Ministero. E una particolare attenzione va posta ora nei confronti dei ceti medi, che non riescono a usufruire di alcun servizio". "Speriamo che questa riforma possa rappresentare un esempio virtuoso per gli altri atenei italiani – aggiunge Elisabetta Giampaoli, rappresentante degli studenti in Cda con Studenti indipendenti Statale - Link –. Nel nostro ateneo il 50% degli studenti che effettuano una rinuncia agli studi appartiene alle fasce Isee più basse. Questo conferma che senza un lavoro strutturale su tassazione, borse di studio, residenze e contributi per i mezzi pubblici e la ristorazione, studiare rimane un privilegio, e continueremo a lavorare affinché non lo sia più".

Com’è la situazione negli altri atenei pubblici milanesi? Al Politecnico di Milano, la “no tax area“ è stata fissata a 22mila euro di Isee e sono previsti esoneri parziali sino a 30.000 euro. Sono circa 7.200 gli studenti - escludendo chi già rientra nel diritto di studio - che hanno un esonero parziale o totale delle tasse (che dipendono da tanti fattori, dal numero di crediti nel piano studi al merito, dalle agevolazioni per studenti lavoratori o genitori di bimbi piccoli a “sconti“ per chi è vicinissimo alla conclusione degli studi). L’importo massimo per uno studente che non ricade in nessuna delle casistiche e che si trovi in fascia Isee massima è di 3.726 euro. Tra borse di studio e contributi straordinari, l’ateneo assicura, integrando con risorse proprie, il finanziamento statale e regionale per gli idonei al diritto allo studio. Come Statale e Bicocca. Qui, per l’anno accademico 2023/24 l’ateneo ha confermato la “no tax area” a 25mila euro. È stato introdotto anche un meccanismo di riduzione delle tasse nella fascia compresa tra 25 e 26mila euro. L’importo del contributo unico varia in base al reddito e alla tipologia di corso di studio. Si può pagare da zero a 4.271 euro all’anno.

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