Un frame del cortometraggio degli studenti
Un frame del cortometraggio degli studenti

Milano, 5 gennaio 2020 - "Io faccio quattro passi, la metropolitana la lascio a te", dice il papà ad un figlio che, con lo zaino in spalla, torna a scuola. "Siete il nostro futuro", gli ricorda una conoscente, pedalando verso il lavoro. "Il rientro alle scuole è un sogno? No, è un desiderio fortissimo: i nostri ragazzi hanno bisogno di tornare in classe in sicurezza e gli adulti sono pronti a “lasciare loro il posto”". A mostrarlo sono Sirio Moretti e Riccardo Nava, due studenti che hanno prodotto un cortometraggio per il comitato “A scuola!”, che da mesi si batte per il rientro in aula in sicurezza: l’ultimo sit-in ieri pomeriggio, dalle 13.30 alle 14.30, davanti a Palazzo Marino. Che presidieranno sino al 7 gennaio (almeno).

Il corto si apre con una didattica a distanza da incubo: studenti alienati, voci metalliche che escono dal pc, ragazzi che crollano a letto per risvegliarsi nel mondo che vorrebbero. A scuola, in una Milano che riparte da loro. "Aiutaci a tornare a scuola in presenza", l’appello: "La scuola è molto più della Dad". E, ancora, "Cedi il posto sui mezzi a chi potrà aiutarti in futuro". Un’alleanza fra generazioni, come auspicato dal “Patto per Milano” siglato da Comune, prefettura e parti sociali.

"Siamo un gruppo di cittadini, genitori, insegnanti, studenti, che hanno a cuore l’istruzione scolastica e il futuro del Paese – ricordano dal comitato A scuola! – dal 16 novembre abbiamo un presidio fisso davanti alla sede del Comune. Due persone al giorno, tutti i giorni, per un’ora. La scuola in presenza non può essere sempre la prima cosa a fermarsi e l’ultima a ripartire. Tenere aperte le scuole deve essere priorità nazionale".

"Siamo consapevoli e preoccupati dell’emergenza sanitaria in cui ci troviamo – ribadiscono dal movimento – . È però dimostrato da dati scientifici, pedagogici, psicologici, che l’istruzione in esclusiva modalità Dad amplifica il divario sociale fra gli studenti; danneggia gli studenti con difficoltà di apprendimento, genera lacune di metodo e nel percorso scolastico, apatia e passività". "È passato quasi un anno e la scuola italiana è ancora al palo", sottolineano anche dal Comitato Priorità alla Scuola, pronto a tonare a protestare davanti alle scuole superiori giovedì. "Chiediamo anche che sia garantito, a partire dal 7 gennaio, in tutte le Regioni, uno screening completo della comunità scolastica affinché la scuola possa riaprire in sicurezza. Inoltre, si chiede che il personale scolastico ad alto rischio sia considerato prioritario nella fase 1 dell’agenda vaccinale".