REDAZIONE MILANO

La riduzione delle corse di Trenord: "No ai tagli, Regione ci consulti"

I comitati pendolari lombardi esprimono preoccupazione per il piano di ridimensionamento delle corse di Trenord, RFI e Ferrovienord, chiedendo rispetto della legge e coinvolgimento dei viaggiatori nelle decisioni.

Il documento è stato sottoscritto da una ventina di sodalizi tra associazioni e comitati di rappresentanza dei viaggiatori lombardi

Il documento è stato sottoscritto da una ventina di sodalizi tra associazioni e comitati di rappresentanza dei viaggiatori lombardi

In un comunicato congiunto i comitati dei pendolari lombardi esprimono tutta la loro preoccupazione per il piano di ripensamento delle corse messo a punto da Trenord, Rete Ferroviaria Italiana e Ferrovienord da qui a giugno. Un piano che comporta il ridimensionamento del servizio, il cambio di alcuni capolinea e, su alcune tratte, un aumento dei tempi di percorrenza. Tutto come nel 2018, ricordano i comitati, "quando il pretesto era il materiale rotabile vecchio che non ce la faceva più e pertanto si doveva togliere una parte dei treni vetusti che, con i loro guasti, intasavano la rete. A distanza di sei anni – si legge ancora nella nota –, la scusa dei treni vecchi non esiste più perché sono stati quasi totalmente sostituiti da treni nuovissimi acquistati con un imponente e lodevole, ma si direbbe inutile, sforzo finanziario di Regione Lombardia. Ora la giustificazione sarebbe l’eccessivo numero di treni circolanti, eppure, ad esempio, il Passante è, ancora oggi, utilizzato solamente al 60% della capacità dichiarata, mentre non è neppure cresciuto il numero complessivo delle corse. Mentre solo un anno fa Trenord ha firmato, in veste di fornitore, un Contratto di Servizio che prevede addirittura un incremento del 25% in 10 anni, adesso i treni, che dovrebbero aumentare progressivamente di numero, sono diventati improvvisamente troppi. E non basta. Si aumentano i tempi di percorrenza pensati per locomotive datate oggi sostituite da treni nuovi che circolano su una rete oggetto di incessanti potenziamenti. I pendolari non sono disposti ad accettare tagli o razionalizzazioni. Invitiamo la Regione al rispetto della legge 6 del 2012 ove si enuncia che "i rappresentanti dei viaggiatori devono essere coinvolti prima di procedere alle modifiche della programmazione ferroviaria".

Gi.An.