La protesta di Vimodrone. I pazienti scendono in piazza: "Vogliamo il nostro medico"

Prima hanno scritto a sindaco e Azienda sanitaria, ora raccolgono le firme "Andremo avanti, i prossimi banchetti saranno davanti a scuole e metrò".

Dopo le lettere del sindaco ai vertici sanitari, scendono in campo i pazienti. "Dateci il medico di famiglia che manca", quasi 500 firme raccolte in pochi giorni dal Comitato sanità di Vimodrone, nato dal basso "per difendere il nostro diritto alla salute", spiega Mario Palermo, uno dei sei fondatori. "Andiamo avanti finché non avremo il dottore". L’altro, quello che era atteso dopo il pensionamento dell’ennesimo collega, è arrivato e gli scoperti sono dimezzati, "adesso sono poco più di un migliaio. Sempre tanti. Anzi, troppi". Il presidio è stato organizzato davanti alla ex Asl, in via Cesare Battisti, "i prossimi banchetti, invece, saranno vicino alle scuole e alla stazione del metrò, l’obiettivo è raccogliere quanto più consenso possibile".

Nel mirino, non solo i camici che mancano, "ma le Case della comunità che non decollano e la mancanza di un vero sistema di servizi territoriali che possa fare la differenza dopo tanti annunci. Si parla di ricucire il rapporto lontano dalle corsie, ma le cose vanno diversamente. Le liste d’attesa per visite ed esami sono lunghissime e le difficoltà enormi". Alla protesta è arrivato anche il sindaco Dario Veneroni: "Aspetto una risposta da Asst da cinque settimane, ma ancora nulla, avevo scritto chiedendo rinforzi proprio sul fronte medici di famiglia".

Il primo cittadino combatte da più di due anni "contro i tagli. Abbiamo perso la continuità assistenziale e nel week-end e la sera siamo sguarniti. Mentre è stata respinta la nostra Casa della comunità con Segrate. Molti vimodronesi non hanno la possibilità di curarsi. Il problema è rimasto irrisolto nonostante i ripetuti appelli in arrivo dal territorio. Insieme ai 68 sindaci dell’hinterland avevamo scritto al governatore Attilio Fontana denunciando i rischi legati a uno scenario che nel tempo è diventato ancora più critico. Ma siamo punto a capo. Sappiamo che è una materia complessa, ma non possono ignorare le difficoltà di migliaia di persone". La crociata si sta diffondendo a macchia d’olio in tutta la zona. I primi a scendere in piazza sono stati i busseresi, che ogni giovedì si danno appuntamento davanti alla Casa della comunità di Gorgonzola, anche a Cernusco è nato un Comitato Salute con una sede aperta una volta a settimana, il martedì, e ora l’iniziativa a Vimodrone.

Barbara Calderola

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