La lirica come scelta: "Io, sul palco del Don Carlo una grande emozione"

Lucia Ellis Bertini di Bollate da anni fa parte del Coro del Piermarini "Grata e felice di condividere una serata così importante come la Prima".

La lirica come scelta: "Io, sul palco del Don Carlo una grande emozione"

La lirica come scelta: "Io, sul palco del Don Carlo una grande emozione"

La lirica e la Scala di Milano, le due grandi passioni della bollatese Lucia Ellis Bertini. Da diversi anni l’artista fa parte del coro del Piermarini. Alla Prima del Don Carlo del 7 dicembre c’era anche lei.

Come nasce la passione della lirica?

"Sono cresciuta respirando l’atmosfera verdiana, mia mamma è nata vicino a Busseto. Poi mio papà cantava per hobby. Sono cresciuta con musica classica e lirica, poi a 16 anni mi hanno portato alla Scala a vedere la Turandot di Puccini e sono rimasta affascinata".

Qual é il suo percorso di formazione?

"Diploma in canto nel Conservatorio di Parma, la vincita di una borsa di studio per l’accademia Verdiana Carlo Bergonzi, varie master class con Renata Tebaldi, Giulietta Simionato e Alfredo Kraus. Ero allieva di Rinaldo Pelizzoni e Yeda Valtriani e sono stata finalista al concorso di Modena, Luciano Pavarotti. Ho svolto concerti in Italia e all’estero e nel 1994 ho vinto il concorso internazionale per entrare a fare parte del coro al teatro alla Scala. La lirica è la mia vita. Ho vinto ancora diversi premi, tra cui il premio Leoncavallo come miglior interprete di musica da camera".

Cosa si prova a salire sul palco della Prima della Scala?

"C’è ancora tanta emozione, gratitudine e mi sento felice di condividere questa serata internazionale con le persone del teatro con cui si lavora, il coro, l’orchestra, i macchinisti, i sarti, costumisti e con i massimi vertici della musica. Sono felicissima di essere parte del teatro scaligero".

Come vive le giornate una professionista come lei? Ci sono degli allenamenti da fare?

"La mia professione richiede la cura e la serietà per il mantenimento della a tecnica vocale". Cos’è la musica, la lirica per lei?

"Nel mio percorso artistico ho potuto constatare il linguaggio universale della musica, che come concetto astratto è invisibile, impalpabile eppure riesce ad arrivare con i suoi messaggi all’anima delle persone, riesce ad unire e creare il trasporto in altre dimensioni spirituali".

Un sogno nel cassetto da realizzare?

"Avendo lavorato con i direttori, artisti, registi più importanti, nel teatro più importante del mondo, credo di potere ringraziare l’universo e avere ottenuto quasi tutto. Ho avuto anche dei ruoli solisti anche all’interno del teatro e in questo momento direi che va bene così. Devo alla Scala un grande grazie".

Davide Falco

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