SIMONA BALLATORE
Cronaca

La letteratura in gioco Ecco “Madeleines“ l’escape room portatile nel mondo dei classici

Dal questionario di Proust a caccia di titoli nascosti e protagonisti. Alla regia i creativi-prof dello studio milanese “We Are Müesli“: "Divertendosi si fa cultura: formula empatica e d’avanguardia"

Claudia Molinari e Matteo Pozzi, menti dello studio “We Are Müesli“

Claudia Molinari e Matteo Pozzi, menti dello studio “We Are Müesli“

di Simona Ballatore

 

Da dieci anni creano giochi per il patrimonio culturale e per disseminare il divertimento a colpi d’arte e di storia. L’ultimo nato nella casa milanesissima di “We Are Müesli“ si muove ora tra le pagine della letteratura italiana e straniera e si chiama “Madeleines“. Dietro le quinte ci sono sempre Claudia Molinari e Matteo Pozzi. La prima, visual designer e digital 2D artist, è direttrice creativa e producer dello studio di desing “non convenzionale“ di Milano, tiene corsi tra l’istituto Marangoni e la civica di cinema Luchino Visconti ed è stata prof anche alla Naba alla Iulm. Come Pozzi, che oltre a insegnare ancora Game Design e Storytelling Interattivo è scrittore creativo e sceneggiatore anche per la tivù dei ragazzi. Insieme si sono buttati nel mondo dei videogiochi nel 2013 con la visual novel su Jheronimus Bosch “Cave! Cave! Deus videt“. Dopo diverse avventure tra il docu-game sulla Resistenza Venti Mesi, (candidato a Miglior Gioco Italiano nel 2016), ballate interattive sul patrimonio culturale siciliano (The Great Palermo), un “Colpo di Stato“ (sempre per gioco) di stampo giornalistico e una escape room per il trentennale della caduta del Muro di Berlino (Wer Ist Wer), è fresco di “stampa“ il loro libro-gioco a episodi.

Protagonista una giovane bibliotecaria e la redazione del giornale della biblioteca, intitolato “Madeleines“ appunto. Indizi, sfide intellettuali, messaggi da decifrare si inseguono tra le pagine dei grandi classici della letteratura italiana e straniera. "Vi è mai capitato di prendere un vecchio libro da uno scaffale di casa e di trovarci un biglietto per una destinazione inusuale? Rigirate il biglietto tra le mani, ci pensate un po’ e poi si accende la lampadina: “Ma certo! È quando ho preso il treno per andare a trovare quel compagno di classe che si era trasferito in un’altra città“. Ma quanto tempo è passato! Improvvisamente vi perdete nel ricordo di quel viaggio - raccontano Molinari e Pozzi -. Madeleines, la storia persa, ritrovata, è fatta proprio così: di libri, di oggetti smarriti, di enigmi, di scoperte".

Si parte da una delle 30 domande del questionario di Proust, poi la scelta di un libro. Ancora una volta si strizza l’occhio alla cultura e al mondo delle escape room (in questo caso portatile), ma anche dell’ebook e del gioco investigativo: da soli o in squadra bisogna superare una serie per sbloccare pdf (sono dieci in tutto, come gli episodi), la prova e la pagina di letteratura successiva. Della quale non viene mai dato il titolo. Il lettore-giocatore entra in un’esperienza narrativa immersiva, chi gioca è invitato a “uscire” dal pdf per cercare in rete e nei libri le soluzioni e per scoprire l’identità nascosta dei protagonisti di uno scambio epistolare amoroso, riscoprendo così i classici. "Siamo convinti che il gioco, in tutte le sue declinazioni, sia la forma espressiva più popolare, empatica e d’avanguardia per fare cultura", sottolineano le menti di We Are Müesli. Che - tra le ultime fatiche - hanno dato vita anche a “Missione Pietrarubbia“, un videogioco collaborativo ambientato nello spazio, corredato da un set di 100 carte. Basato sui materiali d’archivio della Fondazione Arnaldo Pomodoro, il progetto è stato realizzato all’interno del progetto SmART Schooling della Fondazione ed è dedicato, in particolare, alle scuole superiori, alla ricerca delle cinque unità della macchina del tempo dell’artista. "Nei panni di astronauti e astronaute, i componenti dei 5 equipaggi (dai 15 ai 30 giocatori) devono esplorare i tre mondi della galassia immaginaria chiamata Pietrarubbia come l’opera che Pomodoro stesso considera la summa del suo lavoro", spiegano gli ideatori.

 

 

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