La geopolitica e il futuro sempre più incerto

Il mondo è in tumulto trasformista con gli Usa governati da un anziano presidente candidato per la riconferma. Possibile sfida con Trump. Cresce l'India, non amica della Cina. Russia e Nuova Deli intensificano rapporti commerciali. Domande sul ruolo dell'India nel contesto geopolitico attuale.

Riccardi

Il mondo è in una ebollizione trasformista. Gli Usa sono al momento governati da un presidente anziano candidato per la riconferma nelle elezioni del prossimo novembre. Il suo avversario potrebbe essere Trump. Che pur con numerose vicende giudiziarie sembra favorito. Nonostante le critiche riguardo l’atteggiamento, anche bellicoso yankee, il globo ha vissuto sotto la “pace americana”. Ora intenzionata, pare, a chiudere l’ombrello protettivo sull’Occidente. La vittoria nella guerra fredda significò la fine dell’URSS. Ora, sotto la nuova veste della Russia repubblicana federale cerca una di rivincita imperiale. E proprio dalla invasione dell’Orso in Ucraina, dalla drammatica situazione a Gaza, dalla silenziosa ma costante penetrazione cinese e quant’altro, gli osservatori prevedono uno spostamento del potere dagli oceani Atlantico e Pacifico al vasto territorio, anche marino, asiatico. Da dove potrebbe accendersi la scintilla per un nuovo, speriamo di no, conflitto mondiale. Sono di questi giorni le notizie sulla crescita economica dell’8% dell’India. Questa, dopo anni di dominazione britannica acquisì l’indipendenza dopo la lunga e sofferta riunione nella Camera dei Comuni di Sua Maestà che il 3 giugno 1947 annunciò la storica decisione. Il 15 agosto gli inglesi lasciarono il paese di Gandhi. L’India non è amica della Cina. Anzi! Se non ci fosse l’Himalaya che separa i due paesi la loro relazione tiepida diventerebbe quasi certamente ostile. Riguardo la Russia, Nuova Deli non si è associata alle sanzioni ma ha intensificato i rapporti commerciali. Per tutti l’acquisto di prodotti energetici e di armi. Ci domandiamo quale sarà il ruolo del più popoloso paese di religione a maggioranza hindu? Che pur vivendo nella più grande democrazia asiatica non è tenera con musulmani e cristiani. Né tantomeno gradisce le tradizioni filosofiche religiose di altri paesi. E con Cina e Russia?

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