NICOLA PALMA
Cronaca

Accerchiano e picchiano 19enne per rapinarlo dell’iPhone, nel video i 40 secondi di violenza del branco

Milano, violenza nel cuore della movida. Calci e pugni anche quando la vittima era già a terra. Scatta l’indagine

Quaranta interminabili secondi. Un’esplosione di violenza nel cuore della movida. In cinque contro uno. Calci, pugni e bottigliate, anche con la vittima già a terra con le mani dietro la nuca per parare i colpi più duri. Il filmato choc postato ieri mattina dalla pagina social "Welcome to favelas" rende l’idea della ferocia degli aggressori, entrati in azione qualche minuto prima delle 5 di ieri sul lato di piazza XXV Aprile che dà su viale Crispi, a due passi da corso Garibaldi. Il video non riprende l’inizio della scena, e proprio sulle fasi che hanno preceduto il pestaggio si concentreranno le indagini della polizia: l’obiettivo è capire se ci sia stata una causa scatenante dell’assalto o se davvero sia stato un raid senza un perché, come sostengono gli amici del ferito, tornato a casa con il naso rotto e un cellulare in meno.

Alcuni frame del pestaggio presi dal video della pagina Instagram Welcome to Favelas
Alcuni frame del pestaggio presi dal video della pagina Instagram Welcome to Favelas

La ricostruzione del blitz ci riporta all’alba di sabato. Il diciannovenne, nato in Italia da genitori di origine albanese e residente in città, e quattro amici, tre ragazzi poco più grandi di lui e una ragazza di 23 anni che vivono nell’hinterland milanese, sono in cerca di un taxi per tornare a casa dopo la serata trascorsa insieme in centro. All’improvviso, nel loro racconto, spunta il branco: sono in nove-dieci, descritti come italiani, mai visti prima. Puntano l’altro gruppo senza un motivo chiaro, il corpo a corpo è inevitabile. Nel mirino finisce in particolare il diciannovenne, che cerca di opporre resistenza: finisce sul selciato, di fianco alle rastrellerie del bike sharing. È il momento più drammatico, come registra uno smartphone dall’alto: in cinque infieriscono su di lui anche quando è rannicchiato a terra per difendersi, lo trascinano per la cintura dei pantaloni e continuano a menare almeno per quaranta interminabili secondi.

Nel filmato choc si nota chiaramente il tentativo di difesa della vittima, con le mani in testa per parare i cazzotti più devastanti sferrati da cinque componenti del branco. Il primo a chiamare il 112 è un tassista, che assiste in diretta alla scena e pensa inizialmente a una rissa tra più persone; in realtà, è un blitz a senso unico, feroce e al momento inspiegabile. Il diciannovenne, stordito dalle botte e dall’alcol, viene subito soccorso dai sanitari di Areu per il trauma al naso e per altre contusioni al corpo e al capo, ma rifiuta il trasporto in ospedale per ulteriori controlli medici.

Gli agenti dell’Ufficio prevenzione generale della Questura raccolgono le testimonianze degli amici e avviano le indagini per risalire agli aggressori, scappati in direzioni diverse. Solo in un secondo momento, il ferito si accorge che uno dei fuggitivi gli ha sfilato dalla tasca un iPhone 15. L’inchiesta si concentrerà sull’analisi delle telecamere di videosorveglianza installate nella zona, senza trascurare i nomi delle persone controllate negli ultimi mesi in zona corso Como: forse tra loro ci sono alcuni dei picchiatori di piazza XXV Aprile.

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