Quotidiano Nazionale logo
Quotidiano Nazionale logo
il Giorno logo
21 giu 2022

La figlia: tra i miei un grande amore E quel camper era la loro passione

Dopo la morte della 77enne Vena Petruzza nello scoppio di domenica, Guido Vitali resta in condizioni critiche "Non credo che papà stesse cucinando, li avevo sentiti a mezzogiorno e stavano mangiando in autogrill"

21 giu 2022
Guido Vitali, 81 anni, e Vena Petruzza, di 77, avevano da poco festeggiato i 54 anni di matrimonio. La coppia, originaria della Calabria, viveva a Ravenna
Guido Vitali, 81 anni, e Vena Petruzza, di 77, avevano da poco festeggiato i 54 anni di matrimonio. La coppia, originaria della Calabria, viveva a Ravenna
Guido Vitali, 81 anni, e Vena Petruzza, di 77, avevano da poco festeggiato i 54 anni di matrimonio. La coppia, originaria della Calabria, viveva a Ravenna
Guido Vitali, 81 anni, e Vena Petruzza, di 77, avevano da poco festeggiato i 54 anni di matrimonio. La coppia, originaria della Calabria, viveva a Ravenna
Guido Vitali, 81 anni, e Vena Petruzza, di 77, avevano da poco festeggiato i 54 anni di matrimonio. La coppia, originaria della Calabria, viveva a Ravenna
Guido Vitali, 81 anni, e Vena Petruzza, di 77, avevano da poco festeggiato i 54 anni di matrimonio. La coppia, originaria della Calabria, viveva a Ravenna

"Si sono amati molto. Hanno vissuto tanto insieme e insieme se ne sono andati". Si commuove Maria Chiara Vitali, guardando la foto dei suoi genitori, felici per la festa di 54 anni di matrimonio. La madre, Vena Petruzza, 78 anni non ancora compiuti, è morta subito, nel camper esploso domenica pomeriggio alle porte di Milano. Ieri, intorno a mezzogiorno, l’hanno chiamata dall’ospedale, spiegandole che per il padre Guido Vitali, 81 anni, ricoverato in Rianimazione con ustioni sul 90% del corpo, le speranze sono ridotte al lumicino. A Ravenna vivevano nella frazione di Porto Fuori, in una villetta.. Ottimi rapporti con i vicini, come Claudio, col quale si scambiavano consigli su lavoretti domestici: "Anni fa gli ho fatto l’impianto elettrico". E le battute col meccanico di fronte: "Aveva cambiato la sua vecchia Punto da poco. Bravo, gli avevo detto, fai girare l’economia". Ieri mattina non tutti sapevano che le vittime dell’esplosione di Rozzano erano proprio loro, Guido e Vena. Non lo sapeva il fratello dell’uomo, che era rimasto a casa. Guido lo si vedeva spesso, a passeggio con Simba, il barboncino del nipote, oppure impegnato nella meticolosa cura del camper, col quale ogni anno partivano per le vacanze di agosto e settembre alla volta della Calabria. Lui aveva lavorato come manutentore alla Saipem al porto San Vitale, lei come cuoca alla Camst, entrambi erano in pensione da una decina d’anni.

Erano partiti col camper domenica mattina alla volta di Milano, dove Guido Vitali avrebbe dovuto sottoporsi a una visita cardiologica fissata nel pomeriggio di ieri. "Soffriva di tachicardia – racconta la figlia Maria Chiara – e oggi alle 17 (ieri; ndr) avrebbe avuto una visita nella clinica dove già avevano operato il fratello di mia madre. Poi sarebbero tornati a casa domani (oggi)".

Tra le ipotesi sulle cause all’origine dell’esplosione pare ci sia il malfunzionamento di una bombola di Gpl, ciò anche in ragione delle poche parole che avrebbe pronunciato l’uomo, che i primi soccorritori hanno trovato avvolto dalle fiamme: "Stavo cucinando, mia moglie riposava". "Domenica mattina – spiega la figlia – mia madre al telefono mi aveva detto che il frigo del camper non funzionava bene perché ghiacciava, si era formata una ragnatela di ghiaccio, e il babbo lo stava sistemando. Perciò avrebbero ritardato un po’ la partenza. Per questo credo che dietro le cause dell’incidente possa esserci il frigo, più che una bombola". La figlia lo pensa anche in ragione di un altro elemento: "Quando ho sentito i miei al telefono intorno alle 12.30 stavano pranzando in un autogrill a cinquanta chilometri da Milano. Quindi alle tre del pomeriggio stavano dormendo e mio padre non aveva motivo di cucinare".

Dubbi e ipotesi che solo gli accertamenti tecnici potranno sciogliere. Di certo, al momento, ci sono il dolore dei familiari e l’incredulità dei conoscenti.

"Ci sentiamo quattro, cinque volte al giorno, a orari fissi – aggiunge la figlia –. Domenica li avevo richiamati verso le 16, ma il telefono era spento. Fino alle 21 tante chiamate e messaggi whatsapp, ma nessuna risposta. Avevo il presentimento che fosse successo qualcosa. Ho chiamato la polizia stradale, che mi ha escluso incidenti di camper. Poi alle 22 hanno suonato i carabinieri, e lì ho capito. Io ora li ricordo così, come in questa foto, insieme e felici ".

Lorenzo Priviato

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?