La denuncia del sindaco: "Le islamiche non aprono"

Sesto San Giovanni, impossibile ai messi notificare gli atti comunali: le donne musulmane, per i dettami religiosi, rifiutano le notifiche dagli uomini.

La denuncia del sindaco: "Le islamiche non aprono"

Il problema delle notifiche respinte ha riguardato almeno 450 pratiche nel 2023

Gli atti, anche importanti, rimangono non notificati nel Comune di Sesto San Giovanni in quanto "i messi comunali non vengono ricevuti dalle donne musulmane a causa delle imposizioni di tipo religioso che impediscono loro di aver contatti con uomini".

Problemi che non si verificano se ad affettuare la consegna è una donna.

A raccontare questa situazione che si è venuta a creare, sul suo profilo Facebook, è il sindaco di Sesto San Giovanni, Roberto Di Stefano, in occasione dell’8 marzo, Festa delle donne.

Secondo il primo cittadino Di Stefano, nel centro che conta 80mila abitanti di cui 13mila stranieri registrati, il problema delle notifiche respinte "per motivi religiosi" ha riguardato almeno 450 pratiche nel 2023.

Anche quando l’atto è ritirato direttamente all’interno degli uffici in Comune le donne islamiche preferiscono rivolgersi a personale dello stesso sesso. Il sindaco di Sesto San Giovanni Di Stefano: "Approverò nuove linee guida comunali inserendo il pagamento di un diritto di segreteria per chi si rifiuta volutamente di ritirare un atto che necessita di essere notificato. Nessun compromesso per consolidare culture inaccettabili in Italia e fortemente discriminatorie nei confronti delle donne".

Dal momento che, per il primo cittadino Di Stefano, "non è possibile forzare le regole dei concorsi pubblici per scegliere messi di un deteminato sesso", come ipotizzato dai dirigenti del servizio, il sindaco confida nei finanziamenti in arrivo grazie al Pnrr che serviranno "per la digitalizzazione dei servizi ed entrare nella piattaforma nazionale delle notifiche digitali". Di Stefano parla di "una cultura abusante che viola il più elementare dei diritti" e ha deciso di lanciare una campagna di sensibilizzazione con manifesti in arabo e italiano per ricordare che "a Sesto tutti hanno gli stessi diritti".

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