La contestazione a suon di musica classica

Musicisti provenienti da varie istituzioni si uniscono in un insolito presidio musicale vicino a un Cpr a Milano per chiedere la sua chiusura, usando la musica come forma di protesta e denuncia politica.

Un insolito presidio per chiedere la chiusura di tutti i Cpr andrà in scena questa mattina alle 11 vicino al Centro di permanenza per il rimpatrio di via Corelli a Milano: una contestazione a suon di musica. E non si tratterà di rock, rap “arrabbiato” o canzoni d’autore, bensì di musica classica. Singoli musicisti che condividono l’opposizione ai Cpr, provenienti da varie orchestre (Teatro alla Scala, Conservatorio Verdi Milano, Civica scuola Claudio Abbado, corali e altre istituzioni musicali) eseguiranno brani orchestrali e corali di Gabrieli e Fauré. "Pensiamo che l’arte non possa e non debba essere mero esercizio estetico/espressivo, soprattutto in un periodo storico in cui i diritti fondamentali della persona umana vengono continuamente calpestati – spiegano gli attivisti della “Rete No Cpr Mai più lager” –. L’arte può diventare un mezzo di denuncia politica e di partecipazione collettiva alla lotta e uno strumento di affermazione del proprio dissenso verso leggi ingiuste e discriminatorie, come quelle che giustificano l’esistenza della detenzione amministrativa e dei Cpr". Il linguaggio universale della musica sarà protagonista nella sua forma più condivisa, quella dell’orchestra e del coro. Ma l’idea è quella di allargare ancora di più la partecipazione. Gli organizzatori invitano quindi chiunque coltivi la passione per la musica (sia come strumentista che come cantante) a partecipare attivamente. "Suoni uno strumento musicale? Ti piace cantare? Porta il tuo strumento e la tua voce: dopo la prova aperta ci sarà spazio per fare musica insieme", spiegano. C.Can.

è arrivato su WhatsApp

Per ricevere le notizie selezionate dalla redazione in modo semplice e sicuro