ANDREA GIANNI
Cronaca

Universal Music e Kayros, patto per cercare nuovi talenti tra i ragazzi difficili: “In comunità crescono i futuri Baby Gang”

Suonare diventa strumento di riscatto: intesa fra don Burgio e il colosso Usa

I ragazzi della comunità con i volontari di Universal Music Italia

I ragazzi della comunità con i volontari di Universal Music Italia

Milano – La ricerca di talenti tra ragazzi "difficili", la musica come strumento per superare situazioni di disagio, sfogare rabbia e dolore, esprimere sentimenti. È il senso della collaborazione avviata tra Universal Music Italia e Kayros Music, l’etichetta nata all’interno dell’associazione Kayros fondata da don Claudio Burgio, attuale cappellano del carcere minorile Beccaria, quando correva l’anno 2000. Dalla comunità sono passati anche trapper come Baby Gang, Rondodasosa e Simba La Rue, in una parabola che ha visto crescere il loro successo tra i giovanissimi in parallelo con i guai giudiziari.

Ha incrociato la sua strada con Kayros anche Sacky, musicista cresciuto nel quartiere San Siro e ora tra i più popolari sulla scena italiana. Talenti che hanno avuto come fucina l’associazione fondata da don Burgio, dove sono attivi da anni laboratori musicali e di video making, uno studio di registrazione donato dal gruppo Sugar, mentre più di recente è stata creata anche l’etichetta discografica Kayros Music.

Una tappa del percorso è l’accordo con Universal Music Italia, ramo nazionale del colosso statunitense che ha scritto pagine di storia della cultura hip hop. Artisti come Eminem, dall’altra parte dell’oceano, e in Italia Club Dogo, Fabri Fibra, Sfera Ebbasta, solo per citare alcuni nomi. Il percorso è iniziato più di un anno fa con il lavoro volontario di esperti di Universal Music nei laboratori di Kayros, a contatto con ragazzi provenienti dal carcere o da situazioni di disagio, tossicodipendenza e problemi comportamentali. Ora la partnership permetterà "di sviluppare i progetti discografici dei ragazzi della comunità, che attraverso la musica cercano di trovare il loro Kayros (“momento opportuno“)", lanciandoli sul mercato. Il rap è sempre alla base di tutto e rappresenta la principale via comunicativa, uno dei mezzi con cui i giovani si conoscono, si esprimono e raccontano chi sono.

"La sfida quotidiana è quella di instaurare un rapporto di fiducia con i ragazzi presenti nella comunità", ama ripetere don Claudio Burgio. "Non esistono ragazzi cattivi, un ragazzo ha sempre la possibilità di cambiare", è il mantra. E la musica è la miccia che può innescare un cambiamento, aiutandoli a reinserirsi nella società. Don Claudio Burgio aveva anche dedicato un testo rap scritto da lui, “Spavaldo e fragile“, a Baby Gang e "a tutti quelli venuti su con troppo vento che hanno il coraggio di rialzarsi ogni giorno". "Spavaldo e fragile, quando provavi a tutti i costi a fare il duro", le prime strofe. "Imparerai da tutti i tuoi errori, e arriverai al successo. Perché di crederci in te, io, non ho mai smesso". E ancora. "Spavaldo e fragile, non è mai facile trovarsi in bilico tra tutto e niente, in mezzo a chi ti giudica incosciente, un perdente. Ho visto l’uomo che sarai domani, e non ho dubbi che realizzerai i tuoi piani".

Strofe che parlano di un rapporto speciale, tra don Burgio e il trapper di Lecco, Zaccaria Mouhib, che sta scontando condanne per rapina e altri reati. Guai giudiziari, e un’immagine “maledetta“, che forse hanno contribuito al suo successo tra gli adolescenti. Il suo ultimo album, “L’angelo del male", lo scorso aprile è volato direttamente in vetta alle classifiche scalzando la regina del pop Taylor Swift. Nel frattempo lui tornava in cella dai domiciliari, per l’ennesima violazione delle prescrizioni.