Inquinamento sotto controllo. A Bolgiano una centralina Arpa

Su richiesta del Comune, la stazione mobile resterà un mese a misurare lo smog per poi tornare in estate

Inquinamento sotto controllo. A Bolgiano una centralina Arpa

Inquinamento sotto controllo. A Bolgiano una centralina Arpa

Da oggi a Bolgiano sarà attiva una postazione mobile dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente. Monitorerà gli inquinanti presenti nella nostra atmosfera. Un mese tra inverno e estate e uno in estate sono i periodi in cui l’aria che respiriamo a San Donato sarà monitorata da Arpa Lombardia. Nel giardino della casa delle associazioni di via Unica Bolgiano, infatti, verrà posizionata una stazione mobile dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente.

La strumentazione utilizzata nel laboratorio itinerante – che rimarrà a Bolgiano fino al 10 aprile – è analoga a quella presente nelle stazioni fisse. Monitorerà, pertanto, i livelli di biossido di zolfo (SO2), monossido di carbonio (CO), ossidi di azoto (NO e NO2) e ozono (O3) e, con cadenza giornaliera, quelli di PM10 e PM2.5.

"L’attività di monitoraggio, avviata su sollecitazione dell’amministrazione comunale (a distanza di 15 anni dalla precedente esperienza risalente all’estate 2009), sarà replicata dal 20 agosto al 24 settembre – spiega il vicesindaco Carlo Barone, titolare della delega all’ambiente –. Ringraziamo Arpa Lombardia per aver accolto la nostra richiesta di misurare la qualità dell’aria che respiriamo a San Donato. L’obiettivo è raccogliere dati puntuali sugli inquinanti atmosferici, al fine di pianificare misure locali di mitigazione e interventi mirati a migliorare lo stato dell’ambiente cittadino".

L’inquinamento atmosferico preoccupa tutti i Comuni della cintura metropolitana. Poco più di due settimane fa l’Agenzia spaziale europea ha stimato che l’area metropolitana di Milano, con una concentrazione di PM2.5 29,7 volte superiore al limite annuale raccomandato dall’Oms, fosse al terzo posto nella classifica mondiale delle città più inquinate, dopo Dacca (in Bangladesh) e Lahore (in Pakistan). Il tema è di scottante attualità anche per il progetto di costruire lo “stadio del Milan“, contestato da molti sandonatesi proprio per le conseguenze sull’ambiente e sull’inquinamento atmosferico.

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