Incendio al Gratosoglio, sede temporanea per il medico di base nei locali del Cam

Milano, le fiamme di mercoledì hanno reso inagibile l’ambulatorio alla Torre Aler. Il Municipio 5 mette a disposizione una stanza: oggi l’apertura. Sui balconi gli striscioni di protesta per il cantiere abbandonato da mesi

Lo striscione di protesta

Lo striscione di protesta

Una sede temporanea per il medico di base di Gratosoglio, rimasto senza ambulatorio a causa del rogo divampato mercoledì scorso ai piedi delle Torri bianche di via Saponaro. Lo annuncia il presidente del Municipio 5 Natale Carapellese: "Per non interrompere un servizio indispensabile di assistenza medica alle 2000 famiglie del quartiere che ne usufruiscono – scrive su Facebook – come Municipio 5 mettiamo a disposizione uno spazio temporaneo idoneo a visitare i pazienti nei locali del Cam, Centro di aggregazione multifunzionale, di via Saponaro 30". Questa mattina la stanza individuata verrà pulita e sanificata e, dal pomeriggio, il servizio sarà operativo. Una buona notizia dopo l’incendio è divampato poco dopo le 16.30 dello scorso mercoledì, quando, stando a quanto emerso finora, le fiamme hanno fagocitato alcuni pannelli isolanti accatastati sotto un ponteggio della torre al civico 36, estendendosi al palazzo. Le cause sono ancora da accertare e non si esclude il dolo. Una colonna nera di fumo ha allarmato i cittadini della zona e dei quartieri limitrofi, finché il rogo non è stato domato dai vigili del fuoco, che hanno impiegato meno di un’ora. Sul posto anche i soccorritori del 118. Nessuno è rimasto ferito; solo un ragazzo di 19 anni è stato accompagnato in codice verde al San Paolo per difficoltà respiratorie. I segni delle fiamme sono rimasti sulla porzione di facciata interessata, dove si trova anche lo studio del medico di medicina generale che è stato dichiarato inagibile. "L’incendio – sottolinea Carapellese – è divampato da un accumulo di materiale edile abbandonato nel cantiere dal mese di aprile scorso".

Lavori per l’efficientamento energetico del palazzo di 16 piani, fermi "da oltre 8 mesi". E "in tutto questo tempo – aggiunge Carapellese –, nonostante un esposto presentato dal Comitato inquilini delle Torri Bianche dei civici 34, 36 e 38 che si sono rivolti al prefetto denunciando lo stato di abbandono, incuria e degrado in cui sono costretti a vivere, con una impalcatura che favorisce ogni giorno attività illegali, peggiorando sempre più la situazione, Aler non è stata in grado di mettere in sicurezza il cantiere aperto delle Torri, sempre accessibile a chiunque abbia voglia di spadroneggiare, creare danni, bruciare motorini, devastare porte di accesso alle scale e cantine. Tutta l’area è totalmente priva di sicurezza".

«Chiediamo – prosegue – che la Regione batta un colpo e dia disposizioni chiare". Nei giorni scorsi si era già fatta sentire Carmela Rozza, consigliera Pd in Regione: "L’incendio è un disastro annunciato, visto che è quasi un anno che il cantiere è stato abbandonato. Ci risulta sia stato imposto ad Aler di smantellare il cantiere per mancanza di sicurezza ma l’azienda non l’ha fatto". Duro anche Nicola Di Marco, capogruppo lombardo del Movimento 5 Stelle: "L’incendio è il risultato dell’inerzia della Regione che ricade sempre sui cittadini". E sui balconi sono comparsi striscioni di protesta, tra cui quello con la scritta "Incendio 10 gennaio. Per intervenire, qualcuno deve morire?".

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