In mutande davanti al Cpr: "Sono tutti da chiudere"

Il presidio degli attivisti ispirato all’iniziativa di due internati il 10 febbraio. I radicali: "Neppure il commissariamento può rendere umani questi centri inutili". .

In mutande davanti al Cpr: "Sono tutti da chiudere"

In mutande davanti al Cpr: "Sono tutti da chiudere"

Sei giovani in mutande sdraiati su teli lungo il marciapiede davanti al Cpr di via Corelli. Attivisti radicali, e la protesta di ieri mattina era ispirata a quella estemporanea di due internati nel cortile del Centro di permanenza per il rimpatrio (degli immigrati irregolari) il 10 febbraio. "Vogliamo rendere evidente a una Milano apatica cosa succede nel suo cuore, perché nessuno abbia più alibi", hanno spiegato gli attivisti. "Nessun commissariamento può rendere un Cpr umano", chiariscono Raffaella Stacciarini e Marco Ferrario, segretaria e tesoriere dell’associazione Enzo Tortora che ha organizzato la protesta con Europa verde e Azione under 30 Milano. In linea con la rete No Cpr, che annuncia una manifestazione a Milano il 6 aprile, e "dalla quale sappiamo che nelle ultime settimane" in via Corelli "ci sono stati due tentativi di suicidio, violenze delle forze dell’ordine, blatte in mensa – scrivono i radicali –. A due mesi dalla nomina di un commissario giudiziale, dopo l’inchiesta sulla società che gestisce il centro", le "condizioni vergognose" "non sono cambiate. Nemmeno la gestione diretta può sanare i difetti strutturali di queste strutture patogene e inutili, l’unica via è chiudere i Cpr". Gi.Bo.

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