Imprenditore arrestato per frode. Prestanomi, riciclaggio, casa a Ibiza. L’accusa: tasse evase per 10 milioni

Nei guai Marco Terziano Luigi Negri. La GdF ha tracciato movimentazioni all’estero di denaro, poi reinvestito

Imprenditore arrestato per frode. Prestanomi, riciclaggio, casa a Ibiza. L’accusa: tasse evase per 10 milioni

Imprenditore arrestato per frode. Prestanomi, riciclaggio, casa a Ibiza. L’accusa: tasse evase per 10 milioni

di Federica Zaniboni

MILANO

Frodi fiscali e false fatturazioni per circa 10 milioni di euro, con un riciclo del denaro nell’economia legale tramite l’acquisto di criptovalute e di prestigiose proprietà immobiliari. Tra queste, una villa a Ibiza destinata a feste ed eventi. L’imprenditore Marco Terziano Luigi Negri, secondo quanto disposto dal gip milanese Anna Calabi, è stato arrestato dai finanzieri del Comando provinciale di Milano nell’ambito di un’inchiesta coordinata dal pm Paolo Storari. Nei confronti del 50enne è stato anche eseguito un sequestro preventivo, in vista di una confisca, di beni immobili e disponibilità finanziarie per quasi 10 milioni di euro. Le indagini, svolte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Milano hanno permesso di ricostruire "le attività illecite", sottolineano le Fiamme gialle, dell’imprenditore. Nello specifico, tramite prestanomi e società compiacenti, avrebbe riciclato anche all’estero i proventi di diverse frodi fiscali, reimpiegando poi il denaro. La GdF ha tracciato numerosi bonifici partiti per vari Paesi, tra cui Belgio, Bulgaria, Germania, Spagna, Lussemburgo, Cina e Croazia. Dall’inchiesta emergono inoltre collegamenti tra l’imprenditore, attivo nel settore della logistica e adesso indagato per autoriciclaggio, e un collega finito già al centro di inchieste per altre frodi fiscali, al quale Negri, scrive il gip, "forniva un vero e proprio servizio". Quest’ultimo, interrogato, ha fatto sapere che "per l’attività illecita prestata è stato riconosciuto a Negri un compenso pari al 30%" ed è proprio dalla perquisizione eseguita nella sua abitazione e nel suo ufficio che dal materiale informatico sono state estratte "conversazioni tramite chat e file, alcuni dei quali relativi all’inchiesta".In merito al pericolo di reiterazione del reato, il giudice osserva che Negri "appare il soggetto centrale di una vasta attività di riciclaggio. Ha la disponibilità di conti all’estero e di soggetti prestanome".

Inoltre "l’attività illecita si protrae da anni". Ripercorrendo i vari indizi a carico dell’imprenditore, il gip scrive che gli elementi raccolti "denotano una elevata professionalità nell’attività illecita da parte di Negri, che pare avere instaurato una vera e propria organizzazione dedita al riciclaggio, al servizio di tutti coloro che avevano necessità di lavare denaro". Il pericolo che l’indagato possa commettere nuovamente il reato "è attuale ed elevatissimo".