Il trasloco della Vivaio: "Istruttoria e dialogo come era richiesto". Il Tar respinge il ricorso

Le scuole medie da settembre sono nell’edificio di viale D’Annunzio. Ma le famiglie non si erano arrese appellandosi al "difetto originario".

Il trasloco della Vivaio: "Istruttoria e dialogo come era richiesto". Il Tar respinge il ricorso

Il trasloco della Vivaio: "Istruttoria e dialogo come era richiesto". Il Tar respinge il ricorso

e Nicola Palma

"L’iter procedimentale auspicato e il dialogo con le istituzioni e i genitori c’è stato": così il Tar della Lombardia cerca di mettere la parola fine sulla "complessa vicenda" (parola dei giudici) relativa al trasloco della scuola media di via Vivaio, che da settembre ha trovato casa in viale D’Annunzio. Dopo altri due ricorsi e una causa civile, alcune famiglie non si erano date per vinte. In particolare si erano appellate a quell’"originario difetto di istruttoria che ha caratterizzato la decisione di trasferimento del plesso scolastico senza la preventiva individuazione di un’alternativa adeguata". Un "vizio a monte" evidenziato in un’altra sentenza del Tar, che nel dicembre del 2022 aveva accolto il doppio ricorso presentato dai genitori e chiesto al Comune una nuova istruttoria, congelando di fatto il trasloco. Sbloccato - sei mesi dopo - dal Consiglio di Stato. Il collegio presieduto da Marco Bignami è ripartito da qui, ricordando che lo stesso Consiglio di Stato aveva già affermato che il Comune "aveva sostanzialmente adempiuto alle prescrizioni impartite, coinvolgendo gli insegnanti e i genitori nel progetto". Il 27 ottobre Palazzo Marino aveva presentato una memoria con i momenti di interlocuzione (17 marzo 2023, 26 maggio, 9 giugno), i sopralluoghi e le opere realizzate in viale D’Annunzio prima del trasferimento per rispondere alle criticità segnalate dal Consiglio d’Istituto.

A settembre la campanella era suonata lì, non senza malumori e imprevisti. Il Tar ricorda anche che "il dirigente scolastico non avrebbe mai lamentato alcuna violazione delle norme a presidio dell’accessibilità dei locali, ma avrebbe richiesto migliorie ulteriori e interventi alla viabilità esterna, che il Comune avrebbe accertato di apportare". Di qui la decisione: "Respinto il ricorso per inottemperanza alla sentenza", "non sembra che residui alcuna attività procedimentale da porre in essere da parte dell’amministrazione". Quanto ai provvedimenti successivi impugnati, verranno trattati in diversa sede, con rito ordinario.

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