LAURA LANA
Cronaca

IL SENTIERO GIUSTO

"Nel 2025 atteso il boom di pellegrini perché il tracciato diventa Patrimonio dell’Umanità". E un gruppo di cittadini si prepara già disegnando la “deviazione“: usciamo dalla provincia.

IL SENTIERO GIUSTO

IL SENTIERO GIUSTO

Attraverso le "Vie dell’Acqua", anche Cinisello Balsamo vuole fare parte della Via Francigena. Un gruppo di camminatori ci crede e ha studiato un percorso, che ha già rodato personalmente e che unisce il Nord Milano a Orio Litta, per connettersi con i pellegrini. "La Via Francigena è un percorso europeo, che nel 2025 subirà un’esplosione perché probabilmente diventerà patrimonio dell’umanità – spiega Alessandro Ghisellini, socio fondatore dell’Associazione Camminando sulla Via Francigena –. Ci siamo chiesti cosa potevamo fare con un territorio depositario di tante premesse e stili di vita consapevoli, come proiettarci in un contesto europeo e uscire da una visione provinciale che caratterizza tante città dell’hinterland".

Così, un gruppo di apripista ha pensato di percorrere le vie dell’acqua che da Cinisello vanno a Cassano d’Adda, Lodi e Orio Litta, tappa della Francigena. Tra i camminatori c’è anche Luca Papini, ex vicepresidente del Consiglio comunale che ha creato un “ponte“ con il municipio di Orio Litta.

"Da iniziativa embrionale facciamolo diventare un tragitto importante, che sia segnalato e coinvolga le associazioni. Lavoriamo per il riconoscimento di questa nuova direttrice della Francigena e anche per un nuovo modo di stare assieme, condividendo una bellissima via a piedi che dà valore aggiunto ai cittadini e alla salute".

Il percorso parte dal Parco Nord, dove confluisce anche chi dal Lago Maggiore attraversa il Villoresi e arriva in un territorio di architettura industriale. "Da Cinisello si passa a Sesto San Giovanni e poi alla Martesana con la presenza storica degli orti urbani – racconta Ghisellini –. Da Cassano entriamo nell’ingegneria di Leonardo, poi prendiamo il canale della Muzza verso Lodi, per tornare sull’Adda per Orio Litta. Lì c’è la tappa finale con la connessione alla Francigena".

Con tre chilometri si arriva al Po, "ma abbiamo battezzato questo percorso le Vie dell’Acqua anche perché alla nostra prima esperienza di cammino ha piovuto tantissimo". Sono 90 chilometri con sicurezza al 75%. Circa 22 ore e mezza di cammino. "Facile, si adatta alla maggior parte della popolazione. Abbiamo immaginato cinque tappe da 18 e 20 chilometri con l’ultima di 24. Creeremo tutte le premesse per affrontare l’anno prossimo questo percorso europeo ed essere portatori di un messaggio di collegamento". Il Cammino di Santiago accoglie oltre 250mila pellegrini ogni anno e vale 200 milioni di indotto. La Francigena ne fa 50mila. "Non sono comparabili nei numeri, ma generano entrambe un impatto globale. I cammini sostengono l’occupazione: stanno rallentando il declino di zone rurali che sarebbero altrimenti abbandonate. Favoriscono una nuova forma di accoglienza dei local e sostengono i prodotti territoriali, che i pellegrini scoprono e portano a casa, facendo rivivere le tradizioni". Il cammino dell’acqua non ha l’obiettivo di produrre benefici economici ma di farsi portatore di "una cultura di scambio tra persone e comunità. Creare una rete fatta di enti locali, associazioni, oratori, chi si dedica al benessere delle persone. L’obiettivo è fare di Cinisello la città della prevenzione". E partire nella Primavera 2025 con i primi gruppi organizzati. "Stiamo realizzando un sito con tracce GPS, descrizione delle tappe, foto e stiamo coinvolgendo gli enti locali".