Il ritorno in Puglia: "Mare e qualità di vita anche per nostro figlio"

Alessandra Russo, pioniera dello smart working totale a Milano, racconta come la scelta di lavorare da casa a Bari abbia cambiato la sua vita professionale e personale, sottolineando i vantaggi e le sfide della maternità e della pandemia.

Alessandra Russo è considerata una pioniera, perché è stata la prima dipendente Stantec, nel 2017, a scegliere lo smart working totale lavorando per la sede milanese dalla sua casa a Bari, superando scetticismi e pregiudizi. "Quando è arrivata la pandemia ero preparatissima – racconta –. Lo smart working, se gestito con intelligenza, funziona e le aziende che vogliono tornare al passato hanno una visione miope". Alessandra, 38 anni, si è laureata in Ingegneria ambientale al Politecnico di Bari. Dopo gli studi ha lavorato tra Milano e Roma, fino alla scelta di tornare in Puglia, dove ora ricopre il ruolo di project manager.

Qual è stata la molla?

"C’è il fattore economico, il costo della vita e della casa, ma anche lo stile di vita. Roma e Milano sono città complicate. Bari, invece, pur essendo una grande città mantiene ancora una dimensione più tranquilla. Poi c’è anche il mare, che per me fa la differenza. È stata una scelta spontanea, non molto sofferta. Ho iniziato nel 2017 seguendo un nostro cliente pugliese, e poi sono rimasta qui occupandomi di progetti su diverse zone d’Italia e spostandomi quando è necessario. Anche mio marito lavora in Puglia, abbiamo un figlio che sta crescendo qui, difficilmente si tornerà indietro".

Ha pesato, su questa scelta, anche la maternità?

"Quando sono rimasta incinta lavoravo già in smart working, ma sicuramente è un aiuto avere accanto familiari che possono aiutarci nella gestione quotidiana. Crescere un figlio lavorando e senza avere una rete attorno è sicuramente più difficile, anche nella conciliazione dei tempi".

Come ha vissuto la pandemia, che ha obbligato tutti al lavoro da remoto?

"Ero preparatissima, perché io ero in smart working dal 2017. La grande differenza è che, non potendo uscire, mancava quello stacco indispensabile tra ore dedicate al lavoro e ore dedicate alla vita privata. Al di là di questo, finora non ho avuto difficoltà organizzative e sono riuscita a crescere professionalmente. Per me è un modello che funziona, grazie anche ai momenti di socialità e di incontro che servono per superare il rischio di isolamento".

Andrea Gianni

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