"Il riscaldamento climatico ha ucciso 65mila anziani"

Il professor Mancuso: problema sociale, la soluzione è piantumare di più

"Il riscaldamento climatico ha ucciso 65mila anziani"

Il professor Mancuso: problema sociale, la soluzione è piantumare di più

"Abbiamo bisogno di dati scientifici per affrontare la più grande crisi in atto nel pianeta: il riscaldamento globale". Stefano Mancuso (nella foto), professore di Arboricoltura generale ed etologia vegetale all’Università di Firenze e membro dell’Accademia dei Georgofili, parte da questa premessa per spiegare l’importanza dei 300 sensori installati sugli alberi della Bam.

"Sì, perché i dati serviranno ad andare oltre le opinioni personali, pur legittime, lasciare spazio ai fatti e far capire a tutti che gli alberi servono a raffreddare l’ambiente e a ridurre l’anidride carbonica", continua Mancuso, il quale fa notare che a Milano, ma non solo, di nuove piante c’è un gran bisogno, visto che "dal 1960 ad oggi la temperatura media nel capoluogo lombardo è salita di 3,4 gradi, un dato spaventoso, che fa sì che le ondate di calore in estate in città siano sempre più lunghe, una diretta conseguenza del riscaldamento globale. Ecco, non esiste nulla di più efficace degli alberi per combattere le isole di calore. Neanche Elon Musk ha soluzioni migliori".

Ma i dati più allarmanti, il docente di Arboricoltura, li illustra subito dopo. "Sono numeri della rivista Nature e si riferiscono al luglio del 2022: sono 450 mila le persone morte in Europa, di cui 65 mila in Italia, a causa del caldo. Il riscaldamento globale, dunque, è un problema sociale, perché fa scomparire gli anziani, i deboli, i fragili e coloro che non hanno abbastanza risorse per rinfrescarsi quando il caldo è opprimente. Non è più accettabile che le istituzioni si limitino a consigliare gli anziani di andare nei centri commerciali per rinfrescarsi. Le amministrazioni devono offrire ai più deboli delle nuove aree con alberi per trovare refrigerio". Mancuso, infine, parafrasando la hit di Sabrina Salerno e Jo Squillo “Siamo donne“ (ricordate il verso “oltre le gambe c’è di più“?), conclude con uno slogan: "Gli alberi, oltre le foglie c’è di più".

M.Min.

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