Un’immagine scattata all’università Statale, quasi del tutto spopolata durante la seconda ondata pandemica lo scorso ottobre
Un’immagine scattata all’università Statale, quasi del tutto spopolata durante la seconda ondata pandemica lo scorso ottobre
Tra tante categorie in pressing per ottenere al più presto il vaccino antiCovid la spunta il personale universitario: dall’inizio della campagna per i lavoratori dei servizi essenziali non sanitari (mandati avanti solo perché possono ricevere AstraZeneca, che non può essere somministrato a categorie che avrebbero la precedenza in quanto più a rischio), i rettori degli atenei lombardi hanno scritto ben due lettere alla vicepresidente e assessore al Welfare della Regione Letizia Moratti, lamentando che il personale...

Tra tante categorie in pressing per ottenere al più presto il vaccino antiCovid la spunta il personale universitario: dall’inizio della campagna per i lavoratori dei servizi essenziali non sanitari (mandati avanti solo perché possono ricevere AstraZeneca, che non può essere somministrato a categorie che avrebbero la precedenza in quanto più a rischio), i rettori degli atenei lombardi hanno scritto ben due lettere alla vicepresidente e assessore al Welfare della Regione Letizia Moratti, lamentando che il personale universitario non fosse stato immediatamente incluso in questa fase della campagna (che in realtà in Lombardia è partita dalle forze dell’ordine ed è in partenza per gli insegnanti, con priorità ai 130mila delle scuole pubbliche e in particolare a quelli di asili e primarie che sono più esposti al virus), come avvenuto in altre regioni come il Fruli, l’Umbria, il Piemonte e la Sicilia. E proponendo di provvedere in proprio alla somministrazione delle dosi che fossero state loro fornite.

Detto, fatto: ieri l’assessore Moratti ha annunciato l’accordo, ed è in partenza la vaccinazione per più di quindicimila tra docenti, ricercatori e personale tecnico e amministrativo di 14 atenei (le università di Bergamo, Brescia, dell’Insubria, la Liuc, lo Iuus e l’università di Pavia, a Milano la Statale, la Bicocca, il Politecnico, l’Humanitas, la Vita-Salute del San Raffaele, la Cattolica, la Bocconi e lo Iulm), con ordine di priorità legato non all’età ma all’incidenza territoriale dell’epidemia.

Da martedì gli atenei inizieranno a ricevere forniture di AstraZeneca, e il loro personale sanitario lo somministrerà (prima ai docenti e non docenti di ruolo, poi ad assegnisti, borsisti, dottorandi e docenti a contratto) in spazi e con modalità diverse. A Milano la Bicocca utilizzerà il presidio medico del suo campus e lì vaccinerà anche il personale del Politecnico, mentre i lavoratori della Statale, della Bocconi, della Cattolica e dello Iulm andranno alla Fabbrica del Vapore, e quelli dell’Humanitas e del San Raffaele nei rispettivi ospedali. I due atenei pavesi al San Matteo, i due bresciani (c’è una sede della Cattolica) al Civile, il personale di Bergamo sarà vaccinato al centro sportivo universitario di Dalmine e quello dell’Insubria e della Liuc al Palasport di Varese. Remo Morzenti Pellegrini, presidente del coordinamento dei rettori lombardi, ringrazia a nome di tutti l’assessore: "Poter contare sul vaccino vuol dire avere la certezza per procedere con le attività in presenza nella massima sicurezza. Siamo riusciti a trovare una soluzione, mettendo in campo ognuno le proprie risorse".

Giulia Bonezzi