
Il Pg sollecita la riapertura del processo
Rinviata al 10 luglio prossimo la decisione della Cassazione in merito al procedimento Ruby-ter, che vedeva coinvolto a suo tempo anche l’ex presidente del consiglio, Silvio Berlusconi. A causa di un difetto di notifica per due dei 23 imputati l’udienza di oggi, davanti ai giudici della VI sezione penale, è stata aggiornata. Intanto in apertura il sostituto procuratore generale della Suprema corte, Roberto Aniello, ha sollecitato di annullare con rinvio le assoluzioni stabilite dal tribunale di Milano nel febbraio dello scorso anno, e rimandare gli atti così da avviare un nuovo processo di primo grado. I giudici del capoluogo lombardo a suo tempo - si ricorda - avevano fatto cadere le accuse nei confronti degli imputati, tra cui la showgirl Karima El Mahroug nota come "Ruby".
Tra i reati contestati c’erano quelli di corruzione in atti giudiziari e falsa testimonianza. L’assoluzione generale era stata perché "il fatto non sussiste". "L’audizione degli imputati - ha spiegato il pg - allorché illegittima non incide sulla qualità dell’esercizio di fatto della pubblica funzione e quindi li rende punibili per l’accusa di corruzione in atti giudiziari". Il nodo giuridico riguarda come le cosiddette "ex olgettine" dovessero esser sentite dagli inquirenti, se come indagate o persone informate dei fatti. Rispetto all’accusa di falsa testimonianza il pg ha chiesto l’annullamento senza rinvio della sentenza “perché il fatto non è punibile”. Sollecitato anche un nuovo processo anche per l’ex fidanzato di "Ruby" (nella foto), Luca Risso, per l’accusa di riciclaggio. La sentenza arriverà comunque tra poco più di un mese, il 10 luglio.