Il neonato abbandonato. Il messaggio in arabo: "Ti prego, pensa tu a lui finché non sarò a posto"

Il bimbo di meno di 30 giorni su un pianerottolo di via degli Apuli 4. L’uomo che l’ha trovato ai carabinieri: non piangeva, era tranquillo. Verifiche su casi di decessi durante il parto. Ora è caccia al papà.

Il neonato abbandonato. Il messaggio in arabo: "Ti prego, pensa tu a lui finché non sarò a posto"
Il neonato abbandonato. Il messaggio in arabo: "Ti prego, pensa tu a lui finché non sarò a posto"

di Giulia Bonezzi e Nicola Palma

MILANO

"Sua madre è morta durante il parto e io non ho la capacità di crescerlo da solo. Io vivo vicino a te. Ti chiedo di prenderti cura di mio figlio, in modo che io possa essere rassicurato su di lui e finché i miei affari non saranno sistemati. Appena". Quattro righe scritte al computer su un foglio A4 in lingua araba, con una forma che fa pensare a un autore di origine egiziana e che lascia ipotizzare una richiesta di aiuto temporanea più che un abbandono definitivo (almeno nelle intenzioni di chi ha composto il messaggio). L’appello di un padre che sta per abbandonare il figlio neonato, rimasto orfano della mamma sin dalla nascita, sul pianerottolo di un appartamento. Il biglietto è stato trovato ieri pomeriggio accanto a un bimbo venuto alla luce all’inizio del 2024, vestito con berrettino e tutina rosa e lasciato in una coperta davanti all’abitazione di Gamal Ghobrial, egiziano di 53 anni che vive con moglie e figli al piano ammezzato della scala H del complesso popolare di via degli Apuli 4, al Giambellino.

"Sono uscito attorno alle 16.20 e me lo sono trovato davanti – racconta l’uomo al Giorno –. Non piangeva, era tranquillissimo". Un po’ infreddolito, certo, ma in buone condizioni secondo i primi esami medici: pesa 3,3 chili e ha meno di trenta giorni di vita. Il neonato è stato trasportato dai sanitari di Areu alla clinica De Marchi, dove verrà sottoposto a tutti i test clinici del caso, a cominciare dalle analisi del sangue, per accertare il suo effettivo stato di salute. Negli stessi minuti, è stata fatta la segnalazione agli assistenti sociali del Comune, che a loro volta hanno informato il pm di turno del Tribunale dei minorenni di Milano. Dopo il primo intervento dei carabinieri del Nucleo Radiomobile, che hanno raccolto la testimonianza di Gamal, sono scattate le indagini per cercare di risalire ai genitori del bambino. Innanzitutto, bisogna accertare se il contenuto del biglietto sia vero, e cioè se una donna sia morta nelle scorse settimane dopo aver partorito: una verifica preliminare non ha rintracciato casi del genere nel recentissimo passato, ma gli accertamenti sono ancora in corso. In secondo luogo, gli investigatori dell’Arma cercheranno di identificare l’altro genitore, quasi certamente l’autore del biglietto, che ha lasciato un indizio in quelle poche righe (la frase "Vivo accanto a te") che potrebbe rivelarsi decisivo per rintracciarlo.

Nonostante quanto messo nero su bianco nel biglietto, l’uomo rischia comunque l’accusa di abbandono di minore, che in una situazione del genere può essere esclusa, secondo un pronunciamento della Cassazione, solo nel caso in cui il neonato venga lasciato "in condizioni tali da essere certamente e immediatamente raccolto dalla pubblica o privata assistenza (ad esempio l’ingresso di un ospedale)", e quindi "con esclusione di qualsivoglia pericolo per la sua vita e la sua incolumità personale". Davanti alla porta che conduce alla scala H c’è una telecamera di videosorveglianza funzionante, che potrebbe aver ripreso l’arrivo dell’uomo con il bambino tra le braccia; altri occhi elettronici sono installati in altri punti del complesso, e pure in questo caso i filmati verranno passati al setaccio per provare a isolare frame utili alle indagini. Resta da capire pure se il bambino sia stato registrato: la legge prevede che la dichiarazione di nascita debba avvenire entro dieci giorni dal parto.

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