Il Manzoni dalle mille ombre e i lati oscuri della sua genealogia

Esplorazione della vita di Alessandro Manzoni, attraverso una passeggiata a Milano, partendo da Casa Manzoni. Un libro riappare nelle Edizioni NovaCharta, con rivelazioni sulla genealogia di Manzoni, che potrebbero sconvolgere la storia letteraria italiana.

Il Manzoni dalle mille ombre e i lati oscuri della sua genealogia

Il Manzoni dalle mille ombre e i lati oscuri della sua genealogia

Uomo di mille ombre, Alessandro Manzoni. Squisito, inesorabile, nell’alzare tra sé e gli altri i veli di un labirinto. Tentano di penetrarlo oggi, ore 15.30, in una passeggiata che parte da Casa Manzoni (via Morone 1), l’abitazione da lui, in vecchiaia, trasformata in una sua eco silenziosa. Guida il libraio antiquario Andrea Tomasetig, che aveva venduto a un segreto collezionista un controverso manoscritto: "Memorie riservate manzoniane del dottor Innocenzo Ratti". Raccolte, si scriveva, da suo fratello Giulio Ratti, prevosto di san Fedele tra 1861 e 1869, quindi confessore di don Lisander e famiglia. Clamorose, le rivelazioni sulla genealogia di Manzoni. Pubblicate nel 1996 da Pier Carlo Masini, bibliofilo scopritore di carteggi, giornalista, storico: "Tutto ciò che dice Masini è detto in modo serio... In mezzo a tanti fagotti in circolazione, ha tirato fuori le cose che persuadono di più". Lo dichiarò addirittura Giancarlo Vigorelli, presidente del Centro Nazionale Studi Manzoniani, a Pietro Lotito, che riferì su "Il Giorno", 10 ottobre 1996.

Oggi, il "Manzoni" di Pier Carlo Masini, a cura di Tomasetig, riappare nelle Edizioni NovaCharta (solo 300 copie), governate dalla gentildonna Vittoria de Buzzaccarini: il suo bisnonno Bernardo Arnaboldi Gazzaniga, alla morte dello scrittore, aveva comprato casa Manzoni per conservarla come museo. E a chi vi si avvicina, con il volumetto in mano, chiedendosi se sia un falso con notizie vere, incominciamo a ricordare cos’è la verità proprio per Manzoni: un salto ardimentoso nel vuoto, una contraddizione spalancata. Alessandro, giovane fustigatore della gaudente società del suo tempo, dove l’adulterio funzionava come alternativa istituzionale al matrimonio, con i pargoli messi sempre in conto al padre ufficiale, era "figlio della colpa": sua madre Giulia Beccaria lo concepisce non dall’attempato, sessualmente innocuo, don Pietro Manzoni (sposato civilmente il 23 febbraio 1792, all’altare il 20 ottobre), ma da Giovanni ultimogenito dei Verri, romanzesco combattente contro i pirati, indifferente al gracchiare dei salotti e della politica, attratto dal lago di Como, gran donnaiolo. Lo sanno i prof universitari. Più sconvolgente risulterebbe che Alessandro sia Verri-Verri, anche per parte della madre Giulia. La quale nasce ufficialmente Beccaria. Però, sarebbe stata concepita dall’affascinantissima civetta Teresa Blasco non con il consorte Cesare Beccaria autore di "Dei delitti e delle pene", semmai in una relazione con Pietro Verri (fratello di Giovanni). Insomma, l’astro della letteratura italiana sarebbe frutto di un rischioso rapporto tra consaguinei. Perciò tormentato dalla nevrosi, ma amabilissimo: un genio.

Anna Mangiarotti