Il comizio in pizzeria. Fiore tra Vannacci e le partite a scopone. Contro-presidio Cgil

Il leader di Forza Nuova in via Ajraghi (dopo il "no" del Barrio Alto) "Il processo sull’assalto del 2021? Qui certi processi non si vincono". In duecento all’iniziativa del sindacato: "Fuori i nazisti da Milano".

Il comizio in pizzeria. Fiore tra Vannacci e le partite a scopone. Contro-presidio Cgil
Il comizio in pizzeria. Fiore tra Vannacci e le partite a scopone. Contro-presidio Cgil

La sfida a scopone non conosce soste. I giocatori ai tavoli, età media superiore ai settanta, non alzano lo sguardo neppure per un secondo, impermeabili allo sciamare delle telecamere e ai giornalisti che ordinano un caffè al bancone solo per scambiare due chiacchiere con il titolare. "Non dico nulla, mi spiace, preferisco evitare", si limita a dire a chi gli chiede di Roberto Fiore e della sala interna che ha concesso allo storico leader di Forza Nuova per il lancio milanese della campagna elettorale per le Europee. Una ventina i sostenitori arrivati nella pizzera-trattoria in zona Villapizzone che prima si chiamava "Cooperativa Sempione" e che sta lì da cent’anni. In realtà, il locale di via Ajraghi 10 è stato un ripiego, dopo la marcia indietro del proprietario del Barrio Alto di via Serio.

Fiore risponde sicuro alle domande sull’assalto alla sede Cgil di corso d’Italia a Roma del 9 ottobre 2021: "Lì c’era il popolo, destra sinistra e centro, per difendere le libertà" contro le restrizioni imposte dal green pass. E gli otto anni e sei mesi presi in primo grado a dicembre? "Purtroppo in Italia certi processi non possono essere vinti, perché ci sono determinate lobby che impongono la condanna: questo è il nostro caso". Poi il discorso si concentra sul generale Roberto Vannacci: "Gli chiesi se si voleva presentare alle suppletive di Monza – fa sapere Fiore –. Lui rispose molto correttamente che ci avrebbe pensato, non era il momento di decidere. Ritengo che la cosa più importante che deve fare Vannacci è che ci deve dire cosa pensa della guerra in Russia o di Israele e Palestina". Lui, il leader di FN, le idee ce le ha chiarissime: "Io vado con chi è contro la Nato, contro gli Stati Uniti e contro Israele. Questo è il ruolo di Forza Nuova: noi crediamo in un solo Stato, quello palestinese". Programma? "Sovranità monetaria, no alla Bce".

Via Ajraghi è presidiata da quattro camionette di polizia e carabinieri, a sbarrare i due lati che portano in via Jacopino da Tradate e in via De Predis: il timore è che qualcuno dei duecento partecipanti al contro-presidio organizzato dalla Cgil a poche centinaia di metri di distanza cerchi di avvicinarsi troppo. Così non è, la situazione resta tranquilla per tutto il pomeriggio. Poco prima delle 16, piazza Prealpi comincia a riempirsi di bandiere del sindacato di corso di Porta Vittoria e di Rifondazione Comunista (con lo striscione "Fuori la guerra dalla Storia, fuori i nazisti da Milano"), Pd e Verdi. "Non ci arrenderemo mai all’idea che sia normale che un partito neofascista possa riorganizzarsi nel nostro Paese", il messaggio del segretario generale Cgil Milano Luca Stanzione.

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