FRANCESCA GRILLO
Cronaca

A Gaggiano comitato in azione: “No al polo logistico, i mezzi pesanti intaseranno le strade”

Il comitato cittadino si oppone alla costruzione del nuovo polo logistico per i potenziali impatti negativi sull'ambiente e sulla viabilità, chiedendo una revisione del progetto

Il comitato, da sinistra: Fabio Ingrao, Giuseppe Croce, Antonio Calvi, Renato Melloni, Davide Secondi, Patrizia Lombardo e Cinzia Maiocchiato

Il comitato, da sinistra: Fabio Ingrao, Giuseppe Croce, Antonio Calvi, Renato Melloni, Davide Secondi, Patrizia Lombardo e Cinzia Maiocchiato

Gaggiano (Milano) – Il comitato cittadino "Gaggiano Ambiente e Viabilità" ne è sicuro: la costruzione del nuovo polo logistico nell’area ex-Safosa sarà "dannoso: per l’ambiente, per la viabilità e per il benessere di tutti", hanno evidenziato al primo di una serie di incontri per dire no alla costruzione. Si tratta di un’area in pieno abbandono da oltre 12 anni. Il progetto è sviluppato da Logicor e Kryalos che hanno acquisito l’area per trasformarla in un parco logistico con magazzini e uffici, "con forte attenzione alla sostenibilità - spiegano gli acquirenti - con una visione all’avanguardia".

Il progetto prevede anche la realizzazione di una bretella stradale con ponte sopraelevato sul Naviglio. Ma è proprio il piano legato alla viabilità che il comitato contesta. "Non ci sono infrastrutture adatte e le già difficili condizioni del traffico tra Gaggiano e Trezzano saranno ulteriormente aggravate – spiega Fabio Ingrao del comitato cittadino –. La costruzione della bretella nord, che smisterebbe un po’ la circolazione soprattutto dei mezzi pesanti che inizieranno a intasare le strade, non è stata inserita nella convenzione e non si sa quando verrà realizzata. Non si può partire senza questa fondamentale infrastruttura – aggiunge Ingrao –. Siamo apolitici e non è una battaglia contro i lavoratori, ma la richiesta di una valutazione accurata delle criticità. Attraverso una raccolta firme, chiederemo agli enti e a Città Metropolitana la possibilità di ridimensionare il progetto e di individuare soluzioni che non penalizzino i cittadini considerando che il polo ha già espresso la volontà di lavorare 7 giorni su 7, senza interruzioni".